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domenica 4 novembre 2007

Il giorno dopo: la divisione e il sospetto

Articolo tratto da il manifesto

Consultazione in Vodafone: lavoratori divisi e sospettosi
A Padova (ampiamente) e Milano (di misura)prevalgono i «sì»; a Roma i «no». Contestate le modalità di voto a Ivrea

Sono in corso le assemblee e le votazioni sull'accordo raggiunto tra sindacati e azienda sulla «cessione di ramo d'azienda» decisa da Vodafone. 914 i lavoratori interessati. L'accordo prevede il passaggio a una nuova società costituita appositamente, la Comdata Care, cui Vodafone affiderà una commessa per almeno sette anni. Prevede la «non licenziabilità» dei lavoratori, ma le garanzie sono state giudicate - dai dipendenti stessi, ma anche da diversi legali - formulate in modo molto labile. La società Comdata Care è controllata totalmente dalla Comdata spa, e le due società - nel testo - sembrano avere ruoli spesso sovrapposti. In ogni caso, spiegano alcuni dipendenti molto critici con l'accordo, non è stata affatto presa in considerazione l'eventualità di un fallimento di Comdata Care («la più probabile, operando in regime di mono-commessa»).
Ma perplessità sono state avanzate anche sulle modalità della consultazione. Le cinque sedi interessate all'esternalizzaione dovevano votare negli stessi giorni, ma soltanto in tre di esse ciò è avvenuto. A Padova ha prevalso nettamente il «sì«, con 91 voti contro 16 («ma nella rsu non c'era nessuno che esponesse le ragioni del no», dicono alcuni ex iscritti alla Cgil); a Roma hanno vinto i «no» 108 a 91, e a Milano i «sì», ma solo per tre voti di scarto. A Ivrea si votava ieri, con molte proteste perché non è stata formata una commissione elettorale «bipartisan». A Napoli si voterà lunedì, ma è anche la sede dove il «no» è dato per facile vincitore. Come si vede, il voto di Ivrea rischia di essere insieme decisivo e contestato. Non poprio il massimo, per un accordo che - ben che vada - vedrà i lavoratori divisi quasi esattamente a metà.

sabato 3 novembre 2007

Miceli: - "Fermato il processo di smembramento"

Dichiarazione della segreteria nazionale di SLC CGIL dal sito del sindacato, aggiornato al 31/10:

Con l’ipotesi di accordo sottoscritta è stato fermato il processo aziendale che puntava allo smembramento di Vodafone stessa – dichiarano Emilio Miceli ed Alessandro Genovesi della Segreteria Nazionale di SLC/CGIL. Si prevede infatti che non vi siano più ulteriori esternalizzazioni sia della rete che dei customer per tutta la durata del piano industriale fino al 2010. E’ una notizia importante per i lavoratori di Vodafone – è un successo della trattativa, è un importante segnale ad un settore, quello delle TLC, ormai entrato nel vivo di un delicato processo di ristrutturazione.

02/11 - Approvato l'accordo sulla cessione del ramo d'azienda

In una nota delle 20.37 dell'Ansa la notizia dell'approvazione dell'accordo.

Vodafone: si' cessione ramo azienda
Sindacati, maggioranza lavoratori coinvolti ha aderito.
(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Ha vinto il sì al referendum sull'accordo per la cessione del ramo d'azienda, firmato da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom con Vodafone. Sul totale di 914 lavoratori Vodafone coinvolti nella cessione e chiamati a esprimersi sull'accordo, 395 hanno approvato l'intesa sindacale, 229 sono stati i 'no'. Al voto sono andati i lavoratori di Milano, Padova, Ivrea e Roma.

mercoledì 31 ottobre 2007

I risultati del voto

IV: 171 SI'; 67 NO; 3 bianche

MI: 41 SI'; 38 NO

PD: 92 SI'; 16 NO; 3 bianche; 2 nulle

RM: 91 SI'; 108 NO; 1 bianca

NA: 11 SI'; 62 NO; 1 bianca



VO: 406 SI'; 291 NO, 8 bianche; 2 nulle

L'assemblea di Ivrea

Nella giornata odierna,a seguito della prima assemblea, Ivrea ha conosciuto una nuova presa di posizioni delle rsu locali e delle segreterie sindacali in tema di democrazia.
La prima parte dell’assemblea è stata a lungo improntata sulle considerazioni poco opportune della Rappresentante Nazionale della Fistel-CISL sulle strategie imprenditoriali di Vodafone e di Comdata...
Dopo che Le è stato fatto presente che il tempo a nostra disposizione sarebbe stato meglio impiegato in una discussione incentrata sui termini dell’accordo si è finalmente giunti alle ragioni del SI e del NO.
Le motivazioni per votare NO a questa ipotesi di accordo sono state espresse da parecchi lavoratori sia sul metodo della prassi sindacale fin qui adottata, a livello locale e nazionale, sia sul contenuto dell’ipotesi, a seguito di consulto con numerosi avvocati naturalmente di diritto del lavoro.
Le ragioni del SI sono state espresse da una rappresentante delle rsu eporediesi, la quale ha preferito leggere il comunicato sindacale, con tutte le omissioni e le correzioni apportate dalle Sigle, anziche’ l’effettiva ipotesi di accordo sulla quale viene richiesto il voto dei Lavoratori.
A seguito di infruttuoso dibattito sulla validità dell’articolo 2112 del codice civile e le garanzie contrattuali che ne derivano(nulle secondo le esternazioni di un membro delle Segreterie Nazionali) alcuni Lavoratori hanno richiesto di istituire una Commissione Elettorale con il compito di monitorare il regolare svolgimento delle operazioni di voto e di spoglio.
Richiesta legittima, motivata dall’increscioso episodio verificatosi in occasione dell’ultimo referendum quando e’ comparsa una scheda in piu’ rispetto al numero dei votanti, senza che questo inducesse le RSU a invalidare la votazione.
Le rsu, tentando di ignorare da subito la richiesta avanzata, hanno risposto in un secondo tempo in maniera negativa impedendo ai Lavoratori, l’esercizio di un normale diritto democratico e accusandoli di non nutrire fiducia in coloro che dovrebbero rappresentarli...
La discussione si è spostata nei corridoi dell’azienda e ha visto anche l’intervento della Sicurezza Aziendale, volto ad allontanare dal seggio i lavoratori che volevano presidiare le operazioni di voto.
Ad ora le rsu si esprimono ancora in maniera contraria e questo e’ grave ed inaccettabile.

Una domanda più che legittima verte sul perché di questo incondizionato diniego ad un’espressione di democrazia partecipata.


A voi la risposta.

V per iVrea

31/10 - L'ipotesi di accordo al voto dei lavoratori

[è possibile mandare note, comunicati e testimonianze sulle operazioni di voto a redrep(at)gmail.com]

Padova:
Ricordiamo ai Lavoratori appartenenti ai gruppi esternalizzandi, nel caso non avessero ancora espresso il voto relativo all'Ipotesi di Accordo del 26/10/2007, dalle ore 16.00 alle ore 17.30 di oggi 31/10/2007, presso il terzo piano del call center di piazza zanellato sarà possibile votare l'ipotesi di accordo.
Alle ore 17.30 si procederà allo scrutinio dei voti, chi vorrà assistere alle operazioni di spoglio, sarà ovviamente il benvenuto.
I risultati verranno pubblicati non appena disponibili.
RSU Triveneto

martedì 30 ottobre 2007

Ordine del giorno per le assemblee di Pisa

O.d.g. per assemblea sull'ipotesi di accordo, approvato con 188 voti a favore, 9 contrari e 19 astenuti.

Preso atto della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo tra OO.SS. e Azienda il 25 ottobre, vogliamo esprimere le seguenti considerazioni:

* pur riconoscendo che tale accordo rappresenta il massimo risultato fino a questo momento ottenuto nel settore TLC, non possiamo definirlo un successo dei lavoratori; anzi, tale accordo rappresenta un pesante arretramento, aggravato dal fatto che non e’ presente una reale clausola di salvaguardia se non entro i 7 anni della commessa; tale precarizzazione del lavoro vale sia per i 914 lavoratori che se ne andranno che per i 4000 circa che resteranno in Vodafone;
* riteniamo che i punti realmente acquisiti - oltre a quanto gia’ prospettato fin dall’inizio della trattativa in corso - siano soltanto l’illicenziabilita’ dei lavoratori durante i 7 anni della commessa e il riconoscimento anche della Rete come parte che non verra’ esternalizzata entro il 2010;
* riteniamo che sia mancata un’analisi strutturale dei reparti contenuti nel c.d. “ramo d’azienda” al fine di mettere in campo una reale azione volta alla riduzione del numero dei lavoratori esternalizzati, in relazione alle attivita’ effettivamente svolte da questi;
* il testo dell’ipotesi di accordo da’ adito inoltre, in alcuni punti, ad interpretazioni dubbie sulle effettive tutele dei lavoratori anche durante i 7 anni.

Chiediamo che nel caso in cui i 914 colleghi interessati si esprimessero negativamente nei confronti di questa ipotesi di accordo, le OO.SS. e il coordinamento nazionale RSU riaprano immediatamente la vertenza per ottenere ulteriori garanzie, nonche’ la riduzione del numero delle persone coinvolte.

Chiediamo inoltre un impegno del sindacato a tutti i livelli volto a promuovere o accelerare una modifica legislativa sul tema della cessione di ramo d’azienda.

I lavoratori Vodafone Pisa riuniti in assemblea.

lunedì 29 ottobre 2007

Lavoratrici e lavoratori di Roma: "Un accordo a perdere"

Le lavoratrici ed i lavoratori di Roma per il NO all’ipotesi di accordo ritengono il percorso seguito dalle segreterie nazionali di CGIL CISL E UIL davvero scandaloso e, comunque vada il risultato della votazione, secondo noi qualcuno dovrebbe rassegnare le dimissioni dal ruolo che ricopre. Siamo convinti che il protagonismo dell’insieme dei lavoratori, non solo abbia dato molto fastidio all’azienda (come era giusto che fosse) ma forse ha dato fastidio anche alle segreterie sindacali nazionali, che si son viste così scippato il ruolo che gli sarebbe dovuto competere e che di fatto non hanno voluto e saputo svolgere.

Riteniamo inoltre del tutto fuori luogo i trionfalismi del comunicato nazionale inviato a tutti i lavoratori e gravi, alcuni veri e propri depistaggi. Per esempio quando si parla che Vodafone non farà più esternalizzazioni per tre anni, dimenticando la frase che nell’ipotesi dice "fatti salvi eventuali trasferimenti all'interno del gruppo Vodafone e sue controllate"... questo vuol dire che Vodafone ha sicuramente in testa qualcosa, altrimenti non l'avrebbero scritta! E se per caso dovessero creare una controllata dove trasferire un'altra bella fetta di lavoratori e poi casualmente il primo aprile 2010 decidessero di vendere la controllata ad un soggetto terzo, così il pacchetto di lavoratori sarebbe già bello e confezionato? Quella frase assolutamente non tutela i lavoratori che (in questo caso) rimangono! Nello stesso comunicato c’è scritto che "lavoratori ed attività sono tra loro legati" quando invece è assolutamente chiaro che già da subito i dipendenti Vodafone potranno essere ricollocati da Comdata Care, su una qualsiasi commessa di altra società: surgelati, autovetture, assicurazioni che sia, ma non Vodafone. Sullo stesso comunicato si allude inoltre ad una possibilità di rinnovo del contratto, quando nel testo c’è scritto solo che "potrà essere rinnovato", frase questa che invece non da nessuna vera garanzia. E poi c’è questo brutto vizio delle OO. SS. di scrivere gli accordi facendo credere di mantenere diritti che invece sono già acquisiti! Gli accordi aziendali, il fondo di solidarietà e incredibilmente il Fondo Telemaco. Tutti diritti questi sanciti in modo incontrovertibile anche dall’art 2112 del codice civile!

Ci vengono a dire che questo è uno dei migliori accordi di esternalizzazione esistente nel settore privato! FALSO! Se ci si raffronta con il settore metalmeccanico che normalmente effettuano le cessioni di ramo d’azienda per situazioni di crisi, è ovvio che 7 anni sono tanti, rispetto ai 4 o 5 di altri accordi, ma se ci si raffronta con il settore bancario (che non sono in crisi, come non lo e’ Vodafone) ci troviamo di fronte a diverse cessioni di rami d'azienda che hanno clausole di salvaguardia VERE, con reintegro nella casa madre in caso di difficoltà del cessionario! Per sempre! Con il rispetto della professionalità del lavoratore che sarà sempre impiegato nell’attività dell'impresa cedente! Invece questo mercato del lavoro, con queste leggi, (soprattutto la tristemente nota per noi legge Maroni – impropriamente detta Biagi) permette a Vodafone di farci risucchiare nel vortice della precarietà e il contratto di lavoro pur rimanendo a tempo indeterminato, all’atto pratico passerà a tempo determinato a 7 anni! Allora perché non lottare per una clausola di salvaguardia vera, visto che Vodafone ha i soldi per poterla dare? Vodafone ha iniziato un processo di smembramento che presto si porterà appresso molti altri lavoratori, tutti risucchiati in dinamiche di instabilità lavorativa, così come quelli che adesso passano a Comdata. Alla nostra età! Nonostante i 4 miliardi di utile!

Ora, cosa accade nel caso in cui l’accordo dovesse essere bocciato? Che in base alla solita legge Maroni, il posto di lavoro è garantito per solo 1 anno, mentre l’unica cosa positiva dell'accordo (nel caso in cui se ne dovesse accettare l’impianto) è che garantisce la non licenziabilità per 7 anni, ma indica tra le motivazioni non comprese nella clausola di non licenziabilità, la giusta causa ed anche il giustificato motivo, che tecnicamente sono i licenziamenti collettivi per crisi aziendale, dunque si e’ garantiti o NO!? E poi basta questo? Lo sappiamo che qualcuno ci sta mettendo di fronte ad un bivio importante, ma non è forse il caso di provare ad alzare il livello dello scontro per ottenere di più? Se si accettano i 7 anni anche togliendo il giustificato motivo, per noi è comunque un fallimento totale! Dovremmo continuare a batterci perché in questo mercato del lavoro non si possa permettere ad aziende della portata di Vodafone di fare certe cose. Ci dovremmo battere perché le organizzazioni sindacali la smettano di fare una politica sindacale che non va al nocciolo delle questioni e che mette solo toppe, con tutti i limiti e perdita di diritti che questo comporta per i lavoratori.

Abbiamo scoperto che nel programma dell’Unione non solo c’era l’impegno di una modifica sostanziale della legge Maroni, ma che ci sono scritte anche le parole che di seguito riportiamo:
“Ci impegniamo a rivedere la normativa in merito agli appalti di opere e servizi e alla cessione di ramo d’azienda, spesso utilizzata in modo fittizio per aggirare le tutele dei lavoratori attraverso il meccanismo delle esternalizzazioni: la disciplina va ricondotta alla sua corretta dimensione, giustificata esclusivamente da oggettivi requisiti funzionali e organizzativi. In ogni caso, va riconosciuta una piena responsabilità dell’impresa appaltante nei confronti dei lavoratori delle imprese appaltatrici”... forse dovremmo anche mettere in piedi delle iniziative per ricordare a qualcuno quello che hanno scritto e pretendete che lo attuino!

E’ ovvio che se l’accordo dovesse essere bocciato, chiederemo alle organizzazioni sindacali quello sciopero generale di settore di cui si è tanto parlato ma che non è stato MAI proclamato, oramai indispensabile! Non solo, dovremmo noi riprendere quel protagonismo che tanto bene stava facendo alla nostra vertenza! E poi non sarà il caso di bloccare l’attività lavorativa per una settimana? Stiamo parlando del nostro futuro e di quello delle nostre famiglie!
Siamo convinti che i lavoratori uniti possano ottenere di piu’ di quanto sia scritto in questa ipotesi di accordo e con questo appello stiamo chiedendo a tutti uno scatto di orgoglio e di dignità. Sappiamo bene che la decisione è difficile, ma quello che ci spinge a continuare nella lotta, è il poter immaginare un futuro vero, dove possa avere ancora un senso la parola “speranza”.

Le lavoratrici e i lavoratori di Roma per il NO all'ipotesi di accordo

sabato 27 ottobre 2007

Cobas Vodafone: - "Perchè l'ipotesi d'accordo è da bocciare"

Una premessa per chiarire la nostra posizione: per tutelarci al meglio, qualsiasi accordo prodotto dovrebbe essere bocciato, perchè interviene a sanare le mancanze legali di questa esternalizzazione, ponendosi come ostacolo alla lotta sul piano legale. Inoltre, l'aver prodotto questa ipotesi di accordo, è stato un vero colpo di mano, un disprezzo della democrazia e della sovranità popolare che in questo caso era espressa dalla volontà dei Lavoratori di combattere questa cessione e non di armonizzarla, al fine di chiedere, poi, una più profonda battaglia alle leggi che consentono questi abusi.
Un'osservazione che segue alcune dichiarazioni fatte durante la prima plenaria dell'azienda tenutasi su questo argomento: a parte, ormai, la mancanza assoluta di credibilità dell'azienda, dichiarare che se bocciamo questo accordo verremmo tutti licenziati nel giro di 18 mesi; se fosse vero (ma è falso), vorrebbe dire due cose: (1) la cessione non si realizza e 914 Lavoratori riescono a consumare oltre 4 miliardi di euro all'anno, mandando in crisi Vodafone; (2) l'azienda a cui ci stanno cedendo è così pericolante e/o infame, che se non c'è qualcuno/qualcosa che la obbliga a non licenziare (e vedremo che questo accordo nemmeno lo fa), questa non resiste più di un anno e mezzo.

Un'altra precisazione: in questo accordo c'è un utilizzo dei nomi "Comdata Spa" e "Comdata Care", che vengono alternati a proprio piacimento e per scopi ben precisi.
E' da precisare che saremmo dipendenti della Comdata Care; quindi, nei nostri confronti, Comdata Spa non avrà nessun obbligo giuridico. Infatti, i due soggetti sono indipendenti tra loro e legalmente le vicende che interessano Comdata Care (compresi i rapporti coi suoi dipendenti) non impegnano Comdata Spa (infatti, al punto 2 dell'accordo, sarebbero i nuovi assunti di Comdata Care ad usufruire dei nostri diritti contrattuali, e non quelli di Comdata Spa).

Di seguito in corsivo i punti di interesse tratti testo integrale dell'accordo (quello originale, perché il comunicato sindacale nazionale in cui si sintetizza l'accordo, non ha alcun valore).
In tondo e in grassetto i nostri commenti.

(...) Su richiesta delle Organizzazioni sindacali viene, inoltre, confermato che l'attuale piano industriale non prevede ulteriori progetti di esternalizzazione, fatti salvi eventuali trasferimenti all'interno del Gruppo Vodafone e sue controllate e quanto già specificatamente illustrato alle Organizzazioni sindacali in merito ad un progetto globale relativo ad alcune attività dell'Information Technology che, con riguardo a Vodafone Italia, concerne la sola sede di Milano, da avviarsi qualora tale progetto venga approvato dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda.
Non c'è alcuna garanzia che non ci siano altre esternalizzazioni per i prossimi 38 mesi (si parla di pino industriale che scade a dicembre 2010), perchè Vodafone conferma che l'attuale piano industriale non prevede ulteriori esternalizzazioni, ma i piani industriali vengono rivisti più volte a distanza di pochi mesi e non c'è alcun impegno specifico da parte di Vodafone a non attuare nuove cessioni.

(...) 4. le parti hanno condiviso la necessità di garantire con la presente intesa le condizioni e i trattamenti individuali e collettivi sindacalmente definiti e attualmente in essere allo scopo di mantenere stabili condizioni di lavoro nei confronti delle persone oggetto del trasferimento.
Inultile! Hanno solo condiviso la necessità di non violare la legge!


(...) 1. Il presente accordo si applica nei confronti delle persone oggetto del trasferimento di ramo d'azienda comunicato il 17 settembre 2007.
Il peggiore! Il sindacato legittima e ufficializza che è una cessione di ramo d'azienda. In questo modo l'azienda potrà meglio difendersi dai ricorsi legali.

(...) 2. Comdata Care in caso di nuove assunzioni applicherà i trattamenti economici e normativi previsti al successivo punto 3.
Inutile per noi! Ci fa piacere per gli eventuali nuovi assunti.

(...) 3. La Comdata Care si impegna a mantenere nei confronti del personale trasferito il CCNL 3 dicembre 2005 (ecc.) Nel dettaglio vengono di seguito specificati a solo titolo esemplificativo i principali trattamenti collettivi e le relative modalità attuative che saranno applicate nei confronti del personale trasferito: Trattamento di maternità (ex ALO), Turistica agevolata per le mamme, Ticket restaurant, Indennità di cuffia per gli aventi diritto, Premio di risultato, Tipologia di contratto Part-time/full-time, Assistenza sanitaria integrativa (FSIO), Permessi esame, Assistenza previdenziale integrativa.
Inutile! Comdata Care si impegna solo a non violare la legge. Come se dicesse di impegnarsi a pagarci lo stipendio! Inoltre, per chi cercava di creare confusione circa la scadenza degli accordi, qui non si parla nè di scadenza nè di proroghe di scadenza, a riprova non si cambia nulla rispetto a una situazione senza accordo sindacale!

(...) In particolare, con riferimento al Premio di risultato e alle forme di assistenza integrativa le modalità attuative relative al mantenimento di tali trattamenti sono definite come segue:
Premio di risultato: Vodafone Italia trasferirà a Comdata Care il Pdr maturato alla data del trasferimento valorizzato al 100% del target, inoltre per il periodo novembre 2007 – marzo 2008 Comdata Care procederà alla valorizzazione del Pdr mantenendo il 100% del target che sarà erogato con le competenze di luglio 2008. Inoltre Comdata Care si impegna entro il mese di gennaio 2008 ad aprire un confronto con le OO.SS per individuare gli indicatori e gli obiettivi per la definizione del nuovo Pdr per il quadriennio 2008 – 2011.

Oltre a quanto sopra detto, qui si aggiunge ilimite del 100% dei target: sinora abbiamo sempre superato target, è verosimile che perderemo da subito dei soldi.


Fondo sanitario (FSIO): La Comdata Care si dichiara disponibile – subordinatamente alle necessarie modifiche statutarie da attuare in tempi rapidi – a mantenere la condizione di iscritto al fondo a tutto il personale oggetto del trasferimento del ramo d'azienda, secondo le condizioni attualmente in vigore.
Inutile! Lo impone la legge. Anzi, dannoso: lascia via libera a nebulose modifiche statutarie. Inoltre nel fondo ci sono i nostri soldi e la cessione di ramo non è un'ipotesi prevista, nè negli accordi nè nello statuto, come estintiva dei nostri diritti. Se non ci venisse riconosciuto, a Vodafone resterebbero i nostri soldi, il che aprirebbe una questione legale a parte.


Fondo di previdenza integrativa: Comdata Care riconosce che a seguito del trasferimento del ramo d'azienda i dipendenti interessati manterranno l'iscrizione al Fondo Telemaco secondo le modalità e le condizioni in essere al momento del trasferimento. In aggiunta a quanto sopra riportato le parti intendono specificare le seguenti condizioni di carattere generale: (*) Aspettative: Comdata Care manterrà in aspettativa coloro che al momento del passaggio fossero già in tale condizione in forza dell'accordo Vodafone Italia del 25/11/2003. (*) Straordinari: Comdata Care riconoscerà al personale trasferito le maggiorazioni previste dall'accordo Vodafone Italia del 25/11/2003.-. 27 ottobre 2004
Inutile! Lo prevede la legge!

NOTA BENE 1: Il presente accordo costituisce valida condizione per l'accelerazione, prima della data di effettivo trasferimento in Comdata Care dei piani aziendali azionari, cosiddette "All shares" 2006 e 2007.
NOTA BENE 2: Vodafone Omnitel NV consentirà alle persone oggetto del trasferimento del ramo d'azienda di poter trasferire il proprio numero di telefono cellulare su richiesta degli interessati
NOTA BENE 3: Per coloro che usufruiscono della convenzione relativa agli asili nido, Vodafone Omnitel NV si impegna a garantire la fruibilità di tale servizio per tutto il presente anno scolastico.

Oltre al relativo valore economico che non incide significativamente sul nostro futuro, sono delle trappole: impongono una condotta attiva da parte dei lavoratori per chiedere l'applicazione di una parte dell'accordo (es.: richiesta del proprio numero di cellulare), il che potrebbe essere interpretato legalmente come tacita accettazione di tutto l'accordo!

(...) 4. Considerato la strategicità della collaborazione tra Comdata Care e Vodafone Italia, le aziende e le OO.SS si incontreranno due volte all'anno durante l'intera durata della collaborazione, allo scopo di monitorare lo stato di avanzamento delle attività e del servizio in relazione alle evoluzioni occupazionali.

No Comment!

(...) 5. Comdata Care si impegna ad attuare un piano formativo teso a garantire lo sviluppo delle competenze e l'adeguato aggiornamento professionale delle risorse trasferite.

Buono per Comdata care se lo fa!

(...) 6. Comdata Care al fine di avviare un costruttivo sistema relazionale con le OO.SS. e le RSU riconoscerà le RSU presenti nel ramo ceduto fino alla loro naturale scadenza.

No comment!

(...) 7.In riferimento ai lavoratori oggetto della presente cessione e posto che Comdata Care intende svilupparsi sul mercato sulla base delle attività e delle risorse trasferite da Vodafone Italia e di eventuali future commesse, Vodafone Italia e Comdata Care garantiscono la piena stabilità occupazionale per tutta la durata del contratto di servizio pari a 7 anni (fatte salve le dimissioni, i licenziamenti per giusta causa e giustificato motivo e le eventuali uscite volontarie).
1) Nei sette anni, sin da subito, ti possono spostare su qualunque tipo di commessa: da Vodafone allo sciolglipancia.
2) Passiamo da un contratto a tempo indeterminato a un contratto a scadenza (7 anni).
3) Vedremo dopo perchè possiamo trovarci senza lavoro anche mlto prima dei 7 anni.


8.In caso di risoluzione anticipata da parte di Vodafone Italia del contratto di servizio con il Gruppo Comdata, Vodafone Italia garantirà che le attività e i lavoratori adibiti alle attività previste dal contratto di servizio con Vodafone Italia vengano affidati ad un soggetto terzo con il mantenimento senza soluzione di continuità dei rapporti di lavoro e delle condizioni del presente accordo. Comdata Care si impegnerà a garantire la stabilità occupazionale e le condizioni del presente accordo alle persone che dovessero essere impegnate su eventuali altre commesse al momento della risoluzione anticipata del contratto di servizio da parte di Vodafone Italia. In tale caso gli eventuali lavoratori e lavoratrici, originariamente ceduti, impegnati a quel momento su attività legate a eventuali diverse commesse potranno, con richiesta individuale, esercitare il diritto di opzione di trasferimento al nuovo soggetto terzo scelto da Vodafone Italia di cui sopra.

Tutto molto bello (si fa per dire) se la risoluzione anticipata è da parte di Vodafone... Ma se è da parte di Comdata? Zero garanzie e tutti per strada!
Nell'esternalizzazione di Tim a Cos è stata usata la stessa formula: dopo poco più di un anno Cos ha dichiarato la comessa troppo onerosa ed ha rescisso il contratto. Quei lavoratori sono stati messi in mobilità e ora sono per strada.


(...) 9. Nella denegata ipotesi di fallimento di Comdata Spa, Vodafone Italia nel rispetto del presente accordo e in ottemperanza alle vigenti leggi in materia di procedure concorsuali e in coerenza con una clausola generale di responsabilità sociale si impegna a mettere in campo le azioni volte a garantire il mantenimento di rapporti di lavoro dei lavoratori oggetto del trasferimento del ramo d'azienda del 17 settembre 2007 presso un soggetto terzo che rilevi tutte le persone cedute o attraverso la reinternalizzazione in Vodafone Italia.
A parte la ricerca di questo sconoscito soggetto terzo, qui si parla di fallimento di Comdata Spa: ma se fallisce Comdata Care, che è molto più probabile e funzionale a questo piano di smaltimento del personale? Zero garanzie e tutti per strada! Inoltre, prima del fallimento, ci sono una serie di stati di crisi economica dell'azienda che non vengono menzionati e sui quali non ci sono garanzie.


(...) 10. Comdata Care garantisce che i lavoratori oggetto di cessione non potranno svolgere la propria prestazione in sede di lavoro (intendendo il comune) diverse dalle attuali (Milano, Ivrea, Roma, Napoli e Padova), per tutta la durata della commessa.

Non conosciamo la situazione geografica di tutte le zone, ma immaginiamo che i vari comuni siano abbastanza vasti. Inoltre la sede che loro definiscono "Napoli" si trova in realtà nel comune di Pozzuoli; mettendo comune di Napoli ben potremmo essere spostati a Nola ad esempio!
Anche qui, tra l'altro, si parla di garanzia per la durata della commessa che, abbiamo visto prima, potrebbe essere inferiore ai già limitati 7 anni,, con risoluzione anticipata della commessa.
Inoltre, curiosa la struttura della frase che è in negativo ("non potranno svolgere la propria prestazione") che lascia un dubbio: se Comdata sposta la propria sede di lavoro?


(...) 11. Il contratto di servizio tra Vodafone Italia e Comdata Spa potrà essere rinnovato e non prevede il ricorso al sub-appalto per l'esecuzione delle attività oggetto del trasferimento.

Ancora una volta si parla di Comdata Spa, ma noi saremo dipendenti di Comdata Care, che, essendo un soggetto giuridicamente diverso, non ha alcun vincolo a riguardo.


(...) 12. Nell'ambito del principio condiviso di salvaguardia sociale che stabilisce il collegamento tra i lavoratori trasferiti e la commessa di cui al punto 7) su richiesta delle OOSS si terrà una specifica riunione da tenersi a partire da un anno data dalla scadenza del contratto di servizio con Vodafone, allo scopo di esaminare la situazione relativa alle prospettive occupazionali delle persone cedute al fine di preservare la continuità occupazionale.
E chi se ne frega!

venerdì 26 ottobre 2007

RSU Bologna: -"Segreterie Nazionali intolleranti, sorde, distanti hanno prodotto un accordo da bocciare"

Questa notte e’ stato siglato un accordo di armonizzazione tra le Organizzazioni Sindacali, la Vodafone e la neonata Comdata Care, che verrà sottoposto al voto nei prossimi giorni. Dobbiamo registrare alcuni aspetti di tutta questa vertenza che la segnano negativamente per i modi e per i tempi attraverso i quali è stata condotta.
Consideriamo che il rapporto con i lavoratori, per tutta la durata della vertenza, sia stato impostato in modo decisamente negativo: abbiamo assistito ad una conduzione esclusivamente verticistica delle dinamiche decisionali e una preoccupante intolleranza alla critica, che non hanno permesso ai lavoratori di vedere rappresentate le proprie istanze.

Sin dall'inizio, la distanza tra essi e il gruppo dirigente delle Segreterie Nazionali è stata profonda e ciò che è più grave è che questo non ha costituito un problema di rappresentanza per il gruppo dirigente stesso.
Quando un sindacato avanza sordo, senza tenere più in considerazione il parere dei lavoratori che sono il soggetto che rappresenta e quindi motivo fondante della sua stessa esistenza, allora quel sindacato si avventura in percorsi pericolosi, dimentico della propria storia e della proprie caratteristiche peculiari. Prova di ciò sono le critiche dei lavoratori alle modalità di costruzione delle mobilitazioni, quindi le successive spontanee alternative messe in campo e la consultazione conclusiva circa la richiesta di mandato a trattare.
Ed è a proposito di quest'ultimo aspetto che è stata prodotta una vera e propria lesione nei confronti dei lavoratori, dal punto di vista delle dinamiche democratiche relative alle decisioni da prendere, lesione che avvilisce e svilisce il ruolo dei lavoratori come soggetto attivo e primariamente interessato allo svilupparsi degli eventi. La consultazione, che non ha visto la partecipazione di tutti (ci chiediamo ancora perchè a Napoli le rsu abbiano annullato la seconda assemblea e non conteggiato i voti della prima, in cui era emerso un unanime NO) ha espresso un chiaro dissenso dei lavoratori sia sul mandato a trattare l'armonizzazione sulle basi dell'ordine del giorno proposto delle Segreterie Nazionali, sia su quello relativo al prossimo piano industriale Vodafone.
E' incredibile come questo evidente risultato politico sia stato "reinterpretato" dai Segretari Nazionali e poi svuotato di senso, fino a far giungere la delegazione alla necessità (?) di autoconferirsi un mandato a trattare: per la serie, "quello che esce dalla porta lo si fa rientrare dalla finestra", anche se si tratta della legittima espressione della volontà delle lavoratrici e dei lavoratori.
Si è ripetuto lo schema già visto in occasione del rinnovo del Contratto Nazionale del 2005 (parte economica + normativa): si è deciso di contenere un movimento nascente, consapevole e determinato, un movimento di contrasto alle logiche aziendali di sfrenata rincorsa al profitto, di rivendicazione di diritti e di una migliore qualità di vita, scegliendo di non provare ad alterare (a favore di chi lavora!) i rapporti di forza e la conseguente spinta rivendicativa che ne segue.
Quanto al giudizio sull'accordo esso non può che essere negativo in quanto legittima l'esternalizzazione proprio in un momento in cui la volontà dei lavoratori di non giungere ora ad un accordo e di proseguire la mobilitazione si era palesata senza alcuna ambiguità nelle consultazioni assembleari, in un momento in cui le iniziative messe in campo da lavoratori e delegati hanno portato l'attenzione mediatica sul caso Vodafone ai massimi livelli, tanto da far diventare questa nostra lotta una vertenza simbolo contro le esternalizzazioni e la precarietà occupazionale.
Si sarà persa un'occasione, quella di provare a porre un argine sociale costruito dai tanti lavoratori coinvolti o solidali, ad un contesto che permette scempi di questa portata che minano il futuro di tutti noi.
Si sarà persa l'occasione di riprendere in mano il senso della storia del sindacato che pone i propri obiettivi ben al di là del "consentito" e del "previsto legalmente", ma che parla alle persone, ai loro cuori e alle loro speranze e volontà di costruire un mondo del lavoro migliore per una società migliore.

nota informativa

Informiamo i lavoratori che a distanza di pochi giorni dalle ultime assemblee “calate dall’alto”, la storia si ripete (anche se la presunta giustificazione della fretta stavolta non regge neanche un po'): le Segreterie Sindacali provinciali di Bologna hanno indetto l'ennesima assemblea senza concordare, condividere e neanche informare i delegati circa il giorno e l’ora; un altro esempio di gestione verticistica del rapporto col mondo del lavoro...?
RSU Bologna

Comunicato delle segreterie nazionali sull'ipotesi di accordo

Il giorno 25 Ottobre 2007, presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Sottosegretario Alfonso Gianni, dei rappresentanti del Ministro Bersani e del Ministro Damiano, si è svolto l’incontro tra Vodafone Italia, le OO.SS. SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU. L’incontro seguiva il difficile confronto tenutosi con l’azienda durante il quale era emersa una insufficiente disponibilità dell’azienda in relazione alle garanzie sociali e alla politica industriale (in particolare a possibili future esternalizzazioni). La garanzie sociali sono infatti, per SLC, Fistel e Uilcom, elemento essenziale per garantire i lavoratori che non si tratti di licenziamenti collettivi camuffati.

In tarda serata è stata quindi raggiunta un’ipotesi di accordo, che sarà ora sottoposta al giudizio sovrano dei lavoratori interessati.

In particolare:
1. E' stata ribadita la contrarietà delle OO.SS. al progetto di esternalizzazione, confermando il parere negativo già espresso durante la procedura;
2. Vodafone si impegna a non esternalizzare più attività e lavoratori per la rete e per il customer per tutto il periodo coperto dal piano industriale (2010);
3. In caso di nuove assunzioni a Comdata Care, che diverrà entro pochi giorni una SPA (con tutte le connesse garanzie societarie e di capitale) non vi sarà il doppio regime, cioè si applicheranno anche a eventuali nuovi assunti tutti i diritti e le norme conquistate dai lavoratori di provenienza Vodafone;
4. Ai lavoratori ceduti si applicheranno tutti i diritti e le tutele economiche e normative previste dai diversi accordi collettivi nazionali e aziendali (compreso il Premio di Risultato) nonché diversi benefit erogati dall’azienda, a partire dagli asili nidi, e dall’accelerazione delle azioni del piano “all shares” ;
5. Per i 7 anni della commessa, fatte salve le dimissioni volontarie e i licenziamenti per giusta causa, Vodafone e Comdata garantiscono la piena stabilità occupazionale;
6. In caso di risoluzione anticipata della commessa, Vodafone garantirà che le attività saranno date a un soggetto terzo a cui passeranno i lavoratori, senza soluzione di continuità (cioè con tutti i diritti e le tutele attuali) con il diritto a seguire le attività garantito a tutti i lavoratori oggetto della cessione;
7. In caso di fallimento del gruppo Comdata (che risponde in solido della sua controllata Comdata Care) Vodafone si impegna o a trovare un soggetto terzo presso cui far transitare senza soluzioni di continuità tutti i lavoratori o a riassumere tutti i lavoratori in Vodafone.
8. I lavoratori ceduti hanno il diritto a non essere trasferiti fuori dal comune dove lavorano a questo momento (cioè non potranno essere trasferiti, rispettivamente fuori da Padova, Ivrea, Milano, Napoli, Roma);
9. La commessa durerà 7 anni e sarà rinnovabile ed in ogni caso le attività non potranno essere subappaltabili.
10. E’ riconosciuto il principio condiviso per cui lavoratori ed attività sono tra loro legati e un anno prima del termine della commessa le OO.SS. e Vodafone si incontreranno per preservare anche per il futuro la continuità occupazionale (oltre quindi i primi 7 anni).
Si tratta di un’ipotesi di accordo tra le più avanzate nel settore delle TLC e in generale nel settore privato, per le garanzie sociali e occupazionali.
Si sancisce per la prima volta il principio che per 7 anni non si può ridurre l’occupazione dopo un’esternalizzazione e che tale garanzia occupazionale - in base al principio per cui “il lavoratore segue la commessa” - si proroga nel tempo.
Si stabilisce inoltre il precedente che in caso di fallimento di Comdata, Vodafone ne rimane responsabile, fino alla riassunzione di tutti i lavoratori ceduti.
Punti importanti per i lavoratori di Vodafone e per tutte le aziende che si andranno riorganizzando e un precedente importante nel settore e più in generale nei rapporti con imprese private, con tutto ciò che questo potrà comportare in termini di maggiori diritti e tutele per i tanti lavoratori degli outsourcer e degli appalti.


Il testo dell'ipotesi di accordo.

26/10 - Siglata l'ipotesi di accordo

Il testo di un sms girato in mattinata da Roma: "Il testo definitivo è arrivato. Vengono mantenuti gli accordi sindacali. La neo costituita Comdata Care, controlata di Comdata, diventerà una S.p.a. I lavoratori potranno lavorare per altre commesse di Comdata. Per 7 anni è garantita la commessa e la non licenziabilità se non per giusta causa. I dettagli domani in tarda mattinata con un comunicato e il testo dell'ipotesi di accordo. RSU Roma"

La prima agenzia a dare la notizia è l'AGI:

(AGI) - Roma, 26 ott. - E' stata siglata l'ipotesi di accordo, tra Vodafone e i sindacati di categoria Uilcom Uil, Slc Cgil e Fistel Cisl, per le garanzie occupazionali, normative e salariali dei 914 lavoratori interessati dalla cessione di ramo d'azienda che confluiranno nella società Comdata. L'accordo, si legge in una nota sindacale, prevede garanzie di occupazione per tutta la durata della commessa (sette anni), il divieto di subappalto, la continuita' dei trattamenti normativi e salariali in essere, la continuità del fondo integrativo di malattia e un tavolo triangolare (tra aziende interessate e i sindacati confederali), per il monitoraggio della commesse e dei volumi delle attività connesse. Vodafone si e' impegnata inoltre a non effettuare nel corso del piano industriale 2007-2010 nessuna esternalizzazione. La segreteria nazionale Uilcom esprime un giudizio positivo sulla conclusione della vertenza, che nelle ultime settimane e' stata oggetto di forti strumentalizzazioni politiche. Va sottolineato anche che questo accordo e' tra i piu' avanzati per quello che riguarda le garanzie legate alla cessione di rami di azienda e puo' rappresentare un importante riferimento in termini occupazionali nel settore delle Tlc, qualora si dovessero ripetere nuove esperienze. (AGI).

Articolo di Sciarpelletti su Carta

giovedì 25 ottobre 2007

25/10 - Prosegue la trattativa

Un brano dell'aggiornamento diffuso da RSU Pisa:

"(...) Dalle ore 12.00 di questa mattina l'incontro sta proseguendo al Ministero delle attività produttive, alla presenza di 2 sottosegretari e rappresentati del ministero.
Il tema in discussione è quello delle garanzie. Vodafone ha proposto 7 anni, senza garantire nel frattempo la illicenziabilità dei lavoratori.
Adesso sembra che tale primo scoglio sia stato superato.
Resta da vedere cosa succede dopo i sette anni: questo è il nodo da sciogliere nelle prossime ore.
L'azienda sa che i lavoratori non si accontenteranno di una simile garanzia.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi della vicenda."


RSU Pisa

Inziativa dei Cobas Vodafone per la diffida a trattare senza mandato

"L'operato dei Sindacati, che in queste ore stanno trattando con l'azienda circa la cessione del ramo, si sta realizzando in totale spregio della volonta' della maggioranza dei Lavoratori che dovrebbero rappresentare.
Noi Lavoratori dobbiamo invitare tutte le parti coinvolte a sospendere immediatamente questa trattativa nel rispetto del primo articolo della Costituzione Italiana: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei
limiti della Costituzione.
A questo link la diffida che che ciascuno dovra` inviare singolarmente per raccomandata con ricevuta di ritorno (per utilizzarla anche in sede di giudizio legale) a tutti e 6 gli indirizzi che trovate come destinatari.
E' necessario, pero', che ognuno la invii anche agli indirizzi e-mail riportati (da mail privata o aziendale fa lo stesso), in modo da far arrivare immediatamente la notizia che i sindacati stanno trattando senza il mandato dei Lavoratori (anzi, col loro veto). Ne devono arrivare a centinaia, a migliaia!
TO:
segreteria.nazionale@slc.cgil.it; federazione.fistel@cisl.it;
uilcom@uil.it; segreteria.ministro@attivitaproduttive.gov.it;
segr.ministro@lavoro.gov.it ;
stefano.ditraglia@attivitaproduttive.gov.it;
capo.gabinetto@lavoro.gov.it ;
CC: (oltre voi stessi) annozero@rai.it; report@rai.it;
ansa.bologna@ansanet.it; ansa.catania@ansanet.it;
ansa.napoli@ansanet.it; ansa.milano@ansanet.it; Roma-Lazio@ansa.it;
ansa.torino@ansanet.it; ansa.venezia@ansanet.it ;
SUBJECT: I Sindacati trattano senza il mandato dei Lavoratori
Corpo mail: la diffida che vi abbiamo allegato, corredata con tutti i vostri dati.

Stiamo procedendo anche ad una raccolta collettiva di firme per denunciare il comportamento dei sindacati, il cui modulo troverete allo stesso link e per il quale occorre procedere al medesimo invio. Infine, Premesso che non ci frega nulla delle iscrizioni al sindacato ed ognuno faccia come ritiene piu' opportuno, abbiamo ricevuto una notizia di carattere legale e ve la giriamo cosi' com'e': Per chi non vuole riconoscere l'accordo che i sindacati stanno firmando, e' utile non essere iscritti al sindacato, perche' la sola iscrizione potrebbe essere interpretata da un Giudice come delega a trattare.
In realta', per un cambio contrattuale di questo genere ci vorrebbe una specifica delega, quindi anche gli iscritti potrebbero disconoscere la cosa. Comunque, un Giudice (soprattutto di prima istanza) potrebbe creare qualche difficolta'.
I termini dell'accordo che telefonicamente ci comunicano (giusto le due cose piu' importanti) parlano di illicenziabilita' per 7 anni, durante i quali si puo' lavorare per qualunque commessa (personale opinione: ci licenziano tra 7 anni, durante i quali ci possono sbattere dove vogliono). Questa ipotesi di accordo non e' ancora stata
firmata e non conosciamo gli altri dettagli, perche' non ci interessano visto che questa trattativa e' un attacco dittatoriale ai Lavoratori e come tale sara' trattato, a prescindere dai contenuti.

Chi vuole blindarsi il piu' possibile dall'accordo che si firmera' e vuole disdire l'iscrizione dal sindacato (oggi e' stata pubblicata la busta paga, controllate se c'e' la quota nella voce "tratt. Sind."), dovra comunicarlo in forma scritta alla segreteria dell'ufficio del personale, Fatevi firmare una copia per ricevuta.
Chi si sente piu' tutelato dai sindacati, invece, continui ad essere iscritto al sindacato o richieda il modulo di iscrizione alla sigla alla quale intende aderire."

mercoledì 24 ottobre 2007

24/10 - La lunga notte dell'Holiday Inn

Oggi si sono svolti all'Holiday Inn sulla Via Aurelia a Roma tre distinti coordinamenti di sigla; al termine dei loro coordinamenti i rappresentanti di Fistel e Uilcom si sono predisposti alla trattativa.
Al coordinamento della Slc hanno partecipato rappresentanti di 11 sedi: gli 8 call center e 3 sedi di rete: Bologna, Ancona e Palermo. La segreteria nazionale ha dichiarato che la geografia dei voti assembleari non è stata definita: in alcune sedi si è votato e in altre no, e nelle sedi in cui si è votato la modalità è stata diversa da sede a sede; il segretario Miceli ha quindi deciso di far esprimere ai delegati presenti il mandato alla trattativa. Bologna (call center) e Roma hanno rifiutato di partecipare alla votazione in quanto hanno considerato che la volontà dei lavoratori nella somma dei loro voti è palese. Milano ha votato NO, sulla scorta di un preciso ordine del giorno votato a larghissima maggioranza nelle assemblee. Ivrea, Padova, Pisa, Napoli (presente un funzionario territoriale), Catania, Bologna (rete), Ancona e Palermo hanno votato SI'.
Al termine della votazione la delegazione Slc si è unita a quelle Fistel e Uilcom per partecipare alla trattativa con l'azienda, iniziata alle 21.30.

aggiornamento
: la trattattiva è stata interrotta alle 4.00 su un'ipotesi di massima che prevede il mantenimento di tutte le condizioni per 7 anni; secondo indiscrezioni si sta anche discutendo su un principio di illicenziabilità per 7 anni.
I dettagli verranno discussi in mattinata presso la sede del ministero delle Attività Produttive in Via Molise 2.


Carta di oggi: "Le segreterie sindacali si ritirano. I lavoratori no."