venerdì 26 ottobre 2007

Comunicato delle segreterie nazionali sull'ipotesi di accordo

Il giorno 25 Ottobre 2007, presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Sottosegretario Alfonso Gianni, dei rappresentanti del Ministro Bersani e del Ministro Damiano, si è svolto l’incontro tra Vodafone Italia, le OO.SS. SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU. L’incontro seguiva il difficile confronto tenutosi con l’azienda durante il quale era emersa una insufficiente disponibilità dell’azienda in relazione alle garanzie sociali e alla politica industriale (in particolare a possibili future esternalizzazioni). La garanzie sociali sono infatti, per SLC, Fistel e Uilcom, elemento essenziale per garantire i lavoratori che non si tratti di licenziamenti collettivi camuffati.

In tarda serata è stata quindi raggiunta un’ipotesi di accordo, che sarà ora sottoposta al giudizio sovrano dei lavoratori interessati.

In particolare:
1. E' stata ribadita la contrarietà delle OO.SS. al progetto di esternalizzazione, confermando il parere negativo già espresso durante la procedura;
2. Vodafone si impegna a non esternalizzare più attività e lavoratori per la rete e per il customer per tutto il periodo coperto dal piano industriale (2010);
3. In caso di nuove assunzioni a Comdata Care, che diverrà entro pochi giorni una SPA (con tutte le connesse garanzie societarie e di capitale) non vi sarà il doppio regime, cioè si applicheranno anche a eventuali nuovi assunti tutti i diritti e le norme conquistate dai lavoratori di provenienza Vodafone;
4. Ai lavoratori ceduti si applicheranno tutti i diritti e le tutele economiche e normative previste dai diversi accordi collettivi nazionali e aziendali (compreso il Premio di Risultato) nonché diversi benefit erogati dall’azienda, a partire dagli asili nidi, e dall’accelerazione delle azioni del piano “all shares” ;
5. Per i 7 anni della commessa, fatte salve le dimissioni volontarie e i licenziamenti per giusta causa, Vodafone e Comdata garantiscono la piena stabilità occupazionale;
6. In caso di risoluzione anticipata della commessa, Vodafone garantirà che le attività saranno date a un soggetto terzo a cui passeranno i lavoratori, senza soluzione di continuità (cioè con tutti i diritti e le tutele attuali) con il diritto a seguire le attività garantito a tutti i lavoratori oggetto della cessione;
7. In caso di fallimento del gruppo Comdata (che risponde in solido della sua controllata Comdata Care) Vodafone si impegna o a trovare un soggetto terzo presso cui far transitare senza soluzioni di continuità tutti i lavoratori o a riassumere tutti i lavoratori in Vodafone.
8. I lavoratori ceduti hanno il diritto a non essere trasferiti fuori dal comune dove lavorano a questo momento (cioè non potranno essere trasferiti, rispettivamente fuori da Padova, Ivrea, Milano, Napoli, Roma);
9. La commessa durerà 7 anni e sarà rinnovabile ed in ogni caso le attività non potranno essere subappaltabili.
10. E’ riconosciuto il principio condiviso per cui lavoratori ed attività sono tra loro legati e un anno prima del termine della commessa le OO.SS. e Vodafone si incontreranno per preservare anche per il futuro la continuità occupazionale (oltre quindi i primi 7 anni).
Si tratta di un’ipotesi di accordo tra le più avanzate nel settore delle TLC e in generale nel settore privato, per le garanzie sociali e occupazionali.
Si sancisce per la prima volta il principio che per 7 anni non si può ridurre l’occupazione dopo un’esternalizzazione e che tale garanzia occupazionale - in base al principio per cui “il lavoratore segue la commessa” - si proroga nel tempo.
Si stabilisce inoltre il precedente che in caso di fallimento di Comdata, Vodafone ne rimane responsabile, fino alla riassunzione di tutti i lavoratori ceduti.
Punti importanti per i lavoratori di Vodafone e per tutte le aziende che si andranno riorganizzando e un precedente importante nel settore e più in generale nei rapporti con imprese private, con tutto ciò che questo potrà comportare in termini di maggiori diritti e tutele per i tanti lavoratori degli outsourcer e degli appalti.


Il testo dell'ipotesi di accordo.

Vodafone oscura "L'autunno caldo"

Da oggi alle 15.00 circa non è più possibile accedere al blog dai computer di tutte le sedi Vodafone Italia.


Bloggers' Rights at EFF

26/10 - Siglata l'ipotesi di accordo

Il testo di un sms girato in mattinata da Roma: "Il testo definitivo è arrivato. Vengono mantenuti gli accordi sindacali. La neo costituita Comdata Care, controlata di Comdata, diventerà una S.p.a. I lavoratori potranno lavorare per altre commesse di Comdata. Per 7 anni è garantita la commessa e la non licenziabilità se non per giusta causa. I dettagli domani in tarda mattinata con un comunicato e il testo dell'ipotesi di accordo. RSU Roma"

La prima agenzia a dare la notizia è l'AGI:

(AGI) - Roma, 26 ott. - E' stata siglata l'ipotesi di accordo, tra Vodafone e i sindacati di categoria Uilcom Uil, Slc Cgil e Fistel Cisl, per le garanzie occupazionali, normative e salariali dei 914 lavoratori interessati dalla cessione di ramo d'azienda che confluiranno nella società Comdata. L'accordo, si legge in una nota sindacale, prevede garanzie di occupazione per tutta la durata della commessa (sette anni), il divieto di subappalto, la continuita' dei trattamenti normativi e salariali in essere, la continuità del fondo integrativo di malattia e un tavolo triangolare (tra aziende interessate e i sindacati confederali), per il monitoraggio della commesse e dei volumi delle attività connesse. Vodafone si e' impegnata inoltre a non effettuare nel corso del piano industriale 2007-2010 nessuna esternalizzazione. La segreteria nazionale Uilcom esprime un giudizio positivo sulla conclusione della vertenza, che nelle ultime settimane e' stata oggetto di forti strumentalizzazioni politiche. Va sottolineato anche che questo accordo e' tra i piu' avanzati per quello che riguarda le garanzie legate alla cessione di rami di azienda e puo' rappresentare un importante riferimento in termini occupazionali nel settore delle Tlc, qualora si dovessero ripetere nuove esperienze. (AGI).

Articolo di Sciarpelletti su Carta

giovedì 25 ottobre 2007

25/10 - Prosegue la trattativa

Un brano dell'aggiornamento diffuso da RSU Pisa:

"(...) Dalle ore 12.00 di questa mattina l'incontro sta proseguendo al Ministero delle attività produttive, alla presenza di 2 sottosegretari e rappresentati del ministero.
Il tema in discussione è quello delle garanzie. Vodafone ha proposto 7 anni, senza garantire nel frattempo la illicenziabilità dei lavoratori.
Adesso sembra che tale primo scoglio sia stato superato.
Resta da vedere cosa succede dopo i sette anni: questo è il nodo da sciogliere nelle prossime ore.
L'azienda sa che i lavoratori non si accontenteranno di una simile garanzia.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi della vicenda."


RSU Pisa

Inziativa dei Cobas Vodafone per la diffida a trattare senza mandato

"L'operato dei Sindacati, che in queste ore stanno trattando con l'azienda circa la cessione del ramo, si sta realizzando in totale spregio della volonta' della maggioranza dei Lavoratori che dovrebbero rappresentare.
Noi Lavoratori dobbiamo invitare tutte le parti coinvolte a sospendere immediatamente questa trattativa nel rispetto del primo articolo della Costituzione Italiana: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei
limiti della Costituzione.
A questo link la diffida che che ciascuno dovra` inviare singolarmente per raccomandata con ricevuta di ritorno (per utilizzarla anche in sede di giudizio legale) a tutti e 6 gli indirizzi che trovate come destinatari.
E' necessario, pero', che ognuno la invii anche agli indirizzi e-mail riportati (da mail privata o aziendale fa lo stesso), in modo da far arrivare immediatamente la notizia che i sindacati stanno trattando senza il mandato dei Lavoratori (anzi, col loro veto). Ne devono arrivare a centinaia, a migliaia!
TO:
segreteria.nazionale@slc.cgil.it; federazione.fistel@cisl.it;
uilcom@uil.it; segreteria.ministro@attivitaproduttive.gov.it;
segr.ministro@lavoro.gov.it ;
stefano.ditraglia@attivitaproduttive.gov.it;
capo.gabinetto@lavoro.gov.it ;
CC: (oltre voi stessi) annozero@rai.it; report@rai.it;
ansa.bologna@ansanet.it; ansa.catania@ansanet.it;
ansa.napoli@ansanet.it; ansa.milano@ansanet.it; Roma-Lazio@ansa.it;
ansa.torino@ansanet.it; ansa.venezia@ansanet.it ;
SUBJECT: I Sindacati trattano senza il mandato dei Lavoratori
Corpo mail: la diffida che vi abbiamo allegato, corredata con tutti i vostri dati.

Stiamo procedendo anche ad una raccolta collettiva di firme per denunciare il comportamento dei sindacati, il cui modulo troverete allo stesso link e per il quale occorre procedere al medesimo invio. Infine, Premesso che non ci frega nulla delle iscrizioni al sindacato ed ognuno faccia come ritiene piu' opportuno, abbiamo ricevuto una notizia di carattere legale e ve la giriamo cosi' com'e': Per chi non vuole riconoscere l'accordo che i sindacati stanno firmando, e' utile non essere iscritti al sindacato, perche' la sola iscrizione potrebbe essere interpretata da un Giudice come delega a trattare.
In realta', per un cambio contrattuale di questo genere ci vorrebbe una specifica delega, quindi anche gli iscritti potrebbero disconoscere la cosa. Comunque, un Giudice (soprattutto di prima istanza) potrebbe creare qualche difficolta'.
I termini dell'accordo che telefonicamente ci comunicano (giusto le due cose piu' importanti) parlano di illicenziabilita' per 7 anni, durante i quali si puo' lavorare per qualunque commessa (personale opinione: ci licenziano tra 7 anni, durante i quali ci possono sbattere dove vogliono). Questa ipotesi di accordo non e' ancora stata
firmata e non conosciamo gli altri dettagli, perche' non ci interessano visto che questa trattativa e' un attacco dittatoriale ai Lavoratori e come tale sara' trattato, a prescindere dai contenuti.

Chi vuole blindarsi il piu' possibile dall'accordo che si firmera' e vuole disdire l'iscrizione dal sindacato (oggi e' stata pubblicata la busta paga, controllate se c'e' la quota nella voce "tratt. Sind."), dovra comunicarlo in forma scritta alla segreteria dell'ufficio del personale, Fatevi firmare una copia per ricevuta.
Chi si sente piu' tutelato dai sindacati, invece, continui ad essere iscritto al sindacato o richieda il modulo di iscrizione alla sigla alla quale intende aderire."

mercoledì 24 ottobre 2007

24/10 - La lunga notte dell'Holiday Inn

Oggi si sono svolti all'Holiday Inn sulla Via Aurelia a Roma tre distinti coordinamenti di sigla; al termine dei loro coordinamenti i rappresentanti di Fistel e Uilcom si sono predisposti alla trattativa.
Al coordinamento della Slc hanno partecipato rappresentanti di 11 sedi: gli 8 call center e 3 sedi di rete: Bologna, Ancona e Palermo. La segreteria nazionale ha dichiarato che la geografia dei voti assembleari non è stata definita: in alcune sedi si è votato e in altre no, e nelle sedi in cui si è votato la modalità è stata diversa da sede a sede; il segretario Miceli ha quindi deciso di far esprimere ai delegati presenti il mandato alla trattativa. Bologna (call center) e Roma hanno rifiutato di partecipare alla votazione in quanto hanno considerato che la volontà dei lavoratori nella somma dei loro voti è palese. Milano ha votato NO, sulla scorta di un preciso ordine del giorno votato a larghissima maggioranza nelle assemblee. Ivrea, Padova, Pisa, Napoli (presente un funzionario territoriale), Catania, Bologna (rete), Ancona e Palermo hanno votato SI'.
Al termine della votazione la delegazione Slc si è unita a quelle Fistel e Uilcom per partecipare alla trattativa con l'azienda, iniziata alle 21.30.

aggiornamento
: la trattattiva è stata interrotta alle 4.00 su un'ipotesi di massima che prevede il mantenimento di tutte le condizioni per 7 anni; secondo indiscrezioni si sta anche discutendo su un principio di illicenziabilità per 7 anni.
I dettagli verranno discussi in mattinata presso la sede del ministero delle Attività Produttive in Via Molise 2.


Carta di oggi: "Le segreterie sindacali si ritirano. I lavoratori no."

martedì 23 ottobre 2007

Cobas Napoli: "La democrazia sindacale di CGIL, CISL e UIL"

"Oggi, come tutti sappiamo, erano state indette, dalle strutture sindacali confederali, due assemblee a Pozzuoli, cosi come in tutte le sedi d'Italia, mirate, così come dichiarato nella comunicazione inviata dalle segreterie Nazionali, a farsi dare un mandato dai lavoratori per ascoltare/trattare il piano aziendale di ramo
d'azienda.
Se il giorno precedente è stato dedicato ai penosi teatrini dei briefing in perfetto stile aziendale tra RSU e Lavoratori per provare ad ottenere qualche consenso, oggi si è celebrata l'apoteosi della vergogna di CGIL CISL E UIL.
L'assemblea del mattino ha, in maniera plebiscitaria, ribadito l'assoluto diniego da parte dei Lavoratori di Pozzuoli, lo ha fatto con un espressione di voto palese, al quale i confederali hanno preferito non assistere, abbandonando l'assemblea, e lo ha
formalizzato con un documento redatto da un Presidente d'assemblea nominato a maggioranza e controfirmato da diversi lavoratori, che ha certificato 244 voti contrari alla trattativa e 0 favorevoli, e che gireremo subito a tutte le strutture sindacali, a tutti gli organi di governo, ed a tutti gli organi di stampa.
Nel pomeriggio e` pervenuta comunicazione sindacale per la quale l'assemblea serale veniva rimandata a data da destinarsi, e la motivazione addotta era la notizia per la quale l'azienda non era piu` in grado di assicurarci il locale ai sensi della legge 300/70: a questo punto ci chiediamo: ma l'azienda per 12 anni ci ha fatto fare
assemblee in ambienti non idonei oppure si tratta di una pietosa bugia creata assieme da sindacati ed azienda?
Siccome, signori segretari di CGIL, CISL e UIL, noi non siamo stupidi, e sappiamo che i vostri giochini li state mettendo in atto in tutte le sedi, allora la domanda e`: che succede? Avete avuto paura di essere sommersi ancora di piu` da una valanga di no? Avete paura di quelle persone che vi state vendendo di fronte alle quali nelle assemblee tenete gli sguardi bassi?
Signor Miceli, signor Genovesi, dov'e` finita la democrazia sindacale di cui vi riempite la bocca di continuo?
Che succede, cosa avete intenzione di fare, andate a trattare anche se non avete alcun mandato?
Perchè continuate a non averne, perchè il verbale di Napoli, i voti di tutte le altre sedi, le meravigliose manifestazioni alle quali le vostre facce non si vedono mai, vi ribadiscono sempre e solo lo stesso concetto, non potete andare a trattare nessuna cessione a nome nostro.
E se vi siete scansati qualche No e la nostra rabbia in assemblea, sarete sommersi di ricorsi legali se provate ad armonizzare questa cessione.
Cari colleghi, vi siete chiesti perchè l'azienda, ed a ruota le segreterie sindacali premono tanto per formulare un accordo? Ci dicono per tutelarci con tutti i nostri diritti al momento del passaggio, ma per quello esiste già l'art. 2112; l'azienda ed i sindacati ci dicono che la cessione ormai è ultimata, ed allora perchè? a cosa serve un accordo?
E' semplice, l'accordo serve all'azienda, perchè in questo momento non sta usando la normativa sulla cessione di Ramo d'azienda, ma ne sta abusando, Perchè l'Azienda sta cedendo mere attività e non un ramo d'azienda di per sè autonomo e produttivo così come individuato dalle normative europee, ed allora le serve un accordo, uno in cui il sindacato scriva pure "questa cessione ramo d'azienda ci fa schifo" ma che così dicendo formalizzi che si tratta di una cessione ramo d'azienda.
E se l'esigenza è solo aziendale, allora perchè le segreterie sindacali spingono per l'accordo?
Questa domanda porta con se già la risposta, emblematica come i cori dei Lavoratori di Pozzuoli, che oggi dedicavano, così come a Guindani, anche a CGIL CISL E UIL il coro: "vergogna, vergogna".
Le segreterie di CGIL CISLe UIL non ci rappresentano, e siccome questo ormai eè un dato di fatto il nostro percorso deve continuare così come ci eravamo promessi in piazza, costruendo un assemblea nazionale del settore telecomunicazioni che ci porti ad uno sciopero di settore contro tutte le cessioni esternalizzazioni e forme di precariato presenti nelle varie aziende.
La Lotta è nostra, e di noi lavoratori che abbiamo una sola faccia ed una sola parola, e nessun fine nascosto come invece dimostrano le segreterie sindacali; ed allora noi continuiamo per la nostra strada. Noi componenti del COBAS Vodafone proponiamo la data del 10/11 per l'assemblea nazionale, vi chiediamo di darci riscontro da tutte le sedi per ufficializzare un invito anche a tutte le altre aziende."

22 e 23 ottobre: le assemblee per il mandato alla trattativa

(è possibile inviare brevi resoconti delle assemblee a redrep@gmail.cm)

IVREA:
favorevoli 130
contrari 70
astenuti 0


MILANO:
Votazione sull'ordine del giorno delle segreterie sul mandato a trattare l'esternalizzazione:
favorevoli 11
contrari 302
astenuti 17


Votazione sull'ordine del giorno presentato dalla RSU:
favorevoli 298
contrari 3
astenuti 32

PADOVA:
Cari colleghi
Vi riportiamo I risultati delle votazioni tenutesi nelle assemblee di ieri 23 ottobre 2007.
L’ordine del giorno denominato “Esternalizzazione”, nel quale hanno votato, con voto segreto, solo i colleghi appartenenti ai gruppi interessati alla cessione del ramo d’azienda presenti, ha avuto il seguente esito:
votanti 104
favorevoli 85
contrari 17
nulle 2

L’emendamento riguardante il punto 1 (“la quantita’ dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo non puo’ essere un tabu’ per l’azienda, il numero puo’ essere ridotto”), non e’ stato approvato dall’assemblea.
L’ordine del giorno denominato “garanzie su piano industriale”, nel quale hanno votato, con voto palese, tutti i colleghi presenti, ha avuto il seguente esito:
votanti 303
favorevoli 278
contrari 10
nulle 15

Pertanto entrambi gli ordini del giorno sono stati approvati dall’assemblea dei lavoratori.
Vi terremo aggiornati sull’esito dell’incontro che iniziera’ nella mattinata di oggi a roma.


BOLOGNA:
I risultati per il CC Vodafone Bologna della votazione a scrutinio segreto sull’ordine del giorno delle segreterie nazionali del 20/10 “Garanzie su piano industriale” (a Bologna non si votava sulle esternalizzazioni in quanto la sede non è direttamente coinvolta):
votanti: 216
favorevoli: 44
contrari: 157
astenuti/nulle: 15

I lavoratori hanno poi approvato a larghissima maggioranza per alzata di mano il seguente ordine del giorno:
"Le lavoratrici ed i lavoratori di Vodafone Bologna, riuniti in assemblea,
- Ritengono sia stato politicamente scorretto e non rispettoso nei loro confronti convocare un coordinamento il giorno stesso dello sciopero che ha visto anche lo svolgersi di un’importante manifestazione a Roma, incompatibile di fatto con il coordinamento tenutosi lo stesso giorno a Milano, spostando la data di convocazione originariamente prevista per il 22 ottobre.
- Ritengono l’od.g. proposto dalle O.O.S.S. Nazionali insoddisfacente e inaccettabile il percorso intrapreso dalla Segreteria Nazionale in merito alla cessione di ramo di azienda.
- Ritengono che non vi sia ragione alcuna per andare a trattare una cessione che stiamo osteggiando dal minuto dopo che e’ stata annunciata, tanto piu’ ora che i risultati mediatici, dopo le importanti e riuscitissime mobilitazioni messe in campo fino ad oggi, la cui visibilita’ sta crescendo sempre piu’, dai colorati e partecipati cortei di Roma, alla manifestazione di Milano, alle iniziative sui singoli territori, i blocchi stradali, le apparizioni in noti programmi televisivi e alle radio cominciano a confortare i nostri sforzi.
La estrema pericolosita’ di una rapida e ripetuta proliferazione di queste devastanti iniziative aziendali, non permette di abbassare la guardia;
Con tali presupposti danno mandato alla rsu, al coordinamento e alle Segreterie Nazionali di proseguire nella vertenza in corso per bloccare questa sciagurata e preoccupante cessione, estendendo la mobilitazione a tutto il settore delle telecomunicazioni, per aumentare il rapporto di forze a nostro favore, per dare spazio a tutti quei lavoratori e delegati che da altre aziende vedono il pericolo e chiedono di unirsi a noi, solidali e consapevoli della necessita’ di difendersi tutti, nel modo piu’ compatto possibile, da tali pericolosi scenari futuri."

PISA:

E' stato votato un o.d.g alternativo, che implicitamente ha bocciato quello nazionale che non e’ stato messo in votazione; tale o.d.g ha ricevuto nelle assemblee 229 voti favorevoli, 4 contrari, 11 astenuti.

ROMA:
Non si è votato.

NAPOLI mattino:
A Pozzuoli si e` conclusa l'assemblea del mattino, L'assemblea sovrana ha chiesto di procedere con voto palese, ed ha eletto un presidente che ha verbalizzato la votazione.
Durante la votazione Le RSU e le OOSS confederlali hanno abbandonato l'assemblea, si sono comunque regolarmente proseguite le operazioni di consultazione seguendo la modalita` di contare, per semplificazione tecnica, i lavoratori che si esprimevano con voto contrario facendoli passare attraverso il corridoio della cassa della mensa; e richiedendo in quel momento a tutti, se intendevano esprimersi in maniera negativa
circa il mandato alle OOSS.
Le consultazioni hanno prodotto il seguente risultato.
Mandato a discutere/trattare con l'azienda circa il piano industriale
di cessione ramo d'azienda:
Voti favorevoli: 0
Voti contrari 244.

Il presidente ha redatto un verbale che verra` inviato a tutte le oo.ss., alle segreterie governative ed agli organi di stampa.

CATANIA:
Non si è votato.

RSU Roma (delegati SLC CGIL): -"La strana fretta delle segreterie nazionali..."

Un pezzo del comunicato dei delegati SLC CGIL di Vodafone Roma:

(...) negli ultimi giorni il comportamento delle segreterie nazionali ha iniziato ad essere strano. Dapprima era stato giustamente indetto un coordinamento dei delegati per il giorno 22, per verificare le strategie e modalità per portare avanti la vertenza e fin qui nulla da eccepire. Poi improvvisa la notizia che i tre segretari generali avevano accettato di sedersi al tavolo della trattativa con l’azienda, il pomeriggio del giorno 19, di fatto senza delegazione sindacale, in quanto in tutta Italia impegnata nella riuscita dello sciopero, e senza aver prima fatto un coordinamento con i delegati, e qui le cose iniziano a non tornare proprio.

Viste le lamentele dei delegati su tale scelta, hanno creduto di risolvere il tutto, convocando un coordinamento nazionale alle ore 18 del 19 (ribadiamo giorno dello sciopero) a Milano, per poi il 20 andare a trattare con l’azienda. A tale coordinamento, da Bologna in giù, non c’era nessuno, mentre del nord c’erano 4/5 delegati. A quel punto non aveva senso parlare con l’azienda, e invece... l’incontro si ugualmente tenuto. Noi come Roma abbiamo deciso di non andare nè il 19 (eravamo in piazza a manifestare) e neanche il 20, secondo noi bisognava comunque fare una seria discussione tra i delegati, poi andare dai lavoratori in assemblea e poi eventualmente andare dall’azienda.

Dopo l’incontro, le segreterie nazionali hanno deciso (ribadiamo di fatto senza il coordinamento) di scrivere un ordine del giorno da far votare in assemblee, di corsa tra lunedì e martedì. Dopo tutti i problemi che abbiamo avuto per fare l’ultima assemblea, stranamente l’azienda ci ha dato la suo ok per farle (dunque senza un problema di ore!), con solo 24 ore di preavviso e non 48 come avviene normalmente. Che strano! Noi abbiamo ritenuto di mantenere il punto dicendo che prima bisognava fare un coordinamento SERIO, dove mettere in campo TUTTE LE IPOTESI: fare le cause e le vertenze, continuare ad alzare il livello dello scontro, anche per solo pochi giorni, fare uno sciopero di settore (tanto decantato ma mai proclamato), oppure trattare. Tutte queste cose NON SONO STATE DISCUSSE e le segreterie nazionali se ne sono uscite con un ordine del giorno che riteniamo insufficiente e insoddisfacente. Abbiamo ritenuto utile che era migliore la scelta di non fare le assemblee, di sollecitare urgentemente un coordinamento nazionale, per passare poi dopo dai lavoratori, entro lunedì, e dall’azienda martedì 30 o mercoledì 31 ottobre. Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo saputo invece che mercoledì 24 ci sarà un incontro con l’azienda... è troppo sospetta TUTTA QUESTA FRETTA! Perché sono saltati tutti i normali percorsi sindacali? Noi siamo convinti che l’azienda, non sopporti più tutta questa ATTENZIONE nei suoi confronti, questo vorrebbe dire che abbiamo BEN lavorato!

A questo punto anche noi andremo all’incontro di mercoledì e pretenderemo che ci sia una discussione seria perché non siamo disposti ad accettare finti mantenimenti dei diritti che sono già previsti per legge, tutto quello che eventualmente verrà deciso dovrà passare a vaglio dei lavoratori a cui spetta l’ultima parola su qualunque tipo di accordo.

I delegati SLC CGIL VODAFONE Roma

lunedì 22 ottobre 2007

Cobas Vodafone: - "Un'assemblea nazionale per lo sciopero di settore"

Lo scorso venerdì 19 ottobre i lavoratori vodafone sono scesi in piazza, si sono riuniti a Roma in un riuscitissimo corteo di circa duemila persone, una corposa manifestazione di una sola volontà, dire no alla cessione del ramo che l'azienda intende mettere in atto.
Quella di venerdì è stata la manifestazione dei Lavoratori, partecipata infatti dagli stessi, dai delegati sindacali dei diversi stabilimenti, dai componenti del Cobas Vodafone ed altri componenti del Cobas del lavoro privato; non dalle strutture sindacali confederali che nella stessa giornata, a rimarcare l'attuale distanza
di posizione delle segreterie dai Lavoratori che sarebbero chiamati a rappresentare, hanno organizzato dei presidi dislocati sui vari territori, dei quali non ci pervengono testimonianze.
L'attuale distanza delle strutture sindacali confederali dalla base dei Lavoratori si concretizza soprattutto nel fatto che mentre i Lavoratori testimoniano fermamente il loro no a questo piano industriale, le segreterie nazionali di CGIL CISL E UIL incontrano l'azienda, ed oggi tornano tra le persone per provare a farsi dare un
mandato a trattare la cessione, in totale inosservanza di quanto i Dipendenti hanno già tante volte confermato nelle assemblee e con diffide scritte.
Il corteo, partecipato pure con spirito solidale da lavoratori di altre aziende e di altri settori si è poi riunito in piazza Barberini, e dal microfono predisposto dagli organizzatori è stato proposto un percorso di lotta crescente condiviso dai delegati dei vari territori e dalla piazza, nonché da alcuni delegati di altre aziende del
settore.
Il percorso individuato si pone l'obbiettivo di costituire un'assemblea nazionale di tutto il compartimento delle telecomunicazioni, che abbia lo scopo di costruire, nel più breve tempo possibile, uno sciopero dell' intero settore contro tutte le forme di cessioni esternalizzazioni e precariato presenti nelle varie aziende.
A valle della manifestazione una delegazione di lavoratori delle varie sedi è stata accolta da alcuni rappresentanti del ministero dello sviluppo economico, ai quali è stato nuovamente esposto il caso Vodafone e testimoniata l'urgenza di un intervento delle istituzioni visti gli strettissimi tempi a disposizione; e dai quali di rimando è pervenuto l'impegno ad una valutazione tempestiva della situazione e di un intervento che si concretizzi in una pressione sui vertici aziendali a riconsiderare il piano industriale in atto.

Cobas Vodafone

Cobas Napoli: - "Un obbrobrio il comunicato delle segreterie confederali"


In 10 punti le obbrobriosità del comunicato sindacale


Ecco di seguito i punti estrapolati dal comunicato delle segreterie sindacali nazionale ed i motivi per cui vanno diffidati più di prima!

1. Come SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ribadiamo che riteniamo sbagliato il progetto di esternalizzazione presentato da Vodafone e che in qualsivoglia eventuale accordo tale contrarietà sarà evidenziata in premessa.
* OBBROBRIO! Vogliono mettere in premessa che firmano un accordo su una cosa sbagliata.
2. […] per quelli che l’azienda dai primi di novembre trasferirà a Comdata e per quelli che rimarranno.
* OBBROBRIO! Il sindacato parla da perdente, sia perchè non accenna ad una possibilità di bloccare l’operazione, sia perchè non accenna ad una possibile successiva vittoria, semmai anche legale (vedi Telecom): qualcuno si è rivolto ai Legali dei sindacati?
3. […] per discutere di tutto, senza pregiudiziali o scelte già predeterminate da parte aziendale.
* OBBROBRIO! Vedremo nei punti successivi che il sindacato ci chiede mandato su punti che la stessa azienda ha già in gran parte dettato (come emerso nei vari briefing).
4. […] ci rimettiamo al giudizio dei lavoratori interessati dal processo di esternalizzazione […]
* OBBROBRIO! La divisione tra chi è interessato dal processo di esternalizzazione e chi no, e’ un gioco dell’azienda per dividere e per far credere (menzogna) che c’e’ chi non avra’ problemi. Il sindacato dovrebbe contrastare, non avallare questa tattica. Uniti si ha la forza!
5. la quantità dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo non può essere un tabù per l’azienda, il numero può essere ridotto
* OBBROBRIO! Una Shindler’s List non necessaria, che ancor di più prova a dividere i Lavoratori (un solo Lavoratore esternalizzato, è l'inizio della fine per tutti: un solo Lavoratore esternalizzato e sarà lotta a tempo indeterminato).
6. servono garanzie sociali per la tutela dell'occupazione di tutti i lavoratori del ramo eventualmente ceduto, anche attraverso il riconoscimento di un principio per cui "i lavoratori seguiranno la commessa". Lavoratori ed attività dovranno essere cioè legati tra loro e le attività non potranno essere in nessun caso subappaltabili;
* OBBROBRIO! Si serve su un piatto d'argento all'azienda la difesa ai punti più deboli di questa operazione (sui quali ci sarà battaglia legale): riconoscimento dell'area ceduta come ramo e riconoscimento dei Lavoratori esternalizzati come appartenenti a quel ramo.
7. vanno salvaguardati tutti i diritti economici e normativi (a qualsivoglia titolo riconosciuti dagli accordi collettivi) per i lavoratori ceduti (fondi, indennità economiche, ecc.), obbligando esplicitamente Comdata a riconoscerli da subito.
* OBBROBRIO! Si vuol fare un accordo su un diritto riconosciuto per Legge (art. 2112 del Codice Civile).
8. A tutti i lavoratori del gruppo, al fine di dare maggiori garanzie sul futuro, chiediamo il mandato a trattare con l'azienda per giungere, se possibile, ad un'ipotesi di accordo che impegni Vodafone, all'interno delle strategie industriali, a non ridurre ulteriormente il perimetro aziendale attraverso cessioni di ramo, oltre quanto già annunciato, fino alla scadenza dell'attuale piano industriale triennale, riconfermando in particolare il customer care come asset strategico per l'impresa.
* OBBROBRIO 1! Inserire una richiesta di "non ridurre ulteriormente il perimetro aziendale" in questa vertenza, è come dire (visto che gli accordi sono frutto di punti di equilibrio e compromessi tra le parti) che la merce di scambio affinchè il Customer Care possa stare tranquillo per tre anni, è la vita di 914 Lavoratori.
* OBBROBRIO 2! Equivale a dire che tra tre anni, via libera allo smantellamento del Customer, ma con minor forza per combattere.
* OBBROBRIO 3! Equivale a dire che, confermando il Customer Care come asset strategico, via libera allo smantellamento di altri dipartimenti già da subito.
9. Da indiscrezioni: una parte dei punti sui quali chiedono mandato, voterebbero tutti i Lavoratori; su altri punti voterebbero solo i 914 esternalizzati. Se cosi’ fosse:
* OBBROBRIO! Votano tutti, anche chi ricopre ruoli che li portano a riempirci di bugie pur di svenderci il piu’ presto possibile? Votano solo i 914 esternalizzati? e chi sono? Dov’e’ una comunicazione ufficiale in cui vengono identificati i 914 Lavoratori (le mail, anche se inviate dall’A.D., non hanno valore ufficiale)? Li identifica il sindacato? Ci state chiedendo di auto-identificarci? Ancora tentativi di dividerci?!?!
10. (non tratto dal comunicato sindacale): I Lavoratori hanno già dato un solo mandato, e ben preciso, alle Organizzazioni sindacali: mettere in campo tutte le azioni idonee a contrastare questa operazione (prima e, eventualmente, anche dopo la cessione).
* OBBROBRIO! Due scioperi nazionali organizzati nel peggiore dei modi (fortuna che noi Lavoratori sappiamo fare molto meglio); non un tentativo di indire uno sciopero generale (tranquilli, ne e’ stato indetto uno per il 9 novembre solo dai Sindacati di Base); non un tentativo di indire uno sciopero di settore (tranquilli, faremo da soli noi Lavoratori anche questo).

Un solo mandato:

Che nessuno osi apporre la propria firma di avallo anche di un solo lavoratore esternalizzato!

RSU Libere Cobas Vodafone.

domenica 21 ottobre 2007

21/10 - Le segreterie confederali: "I lavoratori esternalizzati ci diano il mandato nelle assemblee"

Comunicazione delle Segreterie Nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e del Coordinamento Nazionale delle RSU, riuniti a Milano il 20/10 in vista delle assemblee che verranno indette per i giorni 22 e 23 Ottobre. Vengono chiesti due diversi mandati: uno ai lavoratori esternalizzati in merito alla trattativa, uno a tutti i lavoratori in merito al piano industriale di Vodafone.

Come SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ribadiamo che riteniamo sbagliato il progetto di esternalizzazione presentato da Vodafone e che in qualsivoglia eventuale accordo tale contrarietà sarà evidenziata in premessa.
Riteniamo che occorrano maggiori certezze, diritti e tutele per oggi e per domani, per tutti i lavoratori di Vodafone: per quelli che l’azienda dai primi di novembre trasferirà a Comdata e per quelli che rimarranno.
Per questo per noi il confronto sindacale deve servire, da oggi - dopo il secondo sciopero nazionale - per discutere di tutto, senza pregiudiziali o scelte già predeterminate da parte aziendale.

Dopo la convocazione da parte di Vodafone per Sabato 20 Ottobre, subito dopo il successo del secondo sciopero, preso atto delle posizioni aziendali, come Segreterie Nazionali e come Coordinamento Nazionale delle RSU ci rimettiamo al giudizio dei lavoratori interessati dal processo di esternalizzazione e chiediamo loro il mandato a trattare con l’azienda per giungere, se possibile, ad un eventuale ipotesi di accordo, nel rispetto dei seguenti punti di merito:

- la quantità dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo non può essere un tabù per l’azienda, il numero può essere ridotto;
- servono garanzie sociali per la tutela dell’occupazione di tutti i lavoratori del ramo eventualmente ceduto, anche attraverso il riconoscimento di un principio per cui "i lavoratori seguiranno la commessa". Lavoratori ed attività dovranno essere cioè legati tra loro e le attività non potranno essere in nessun caso subappaltabili;
- vanno salvaguardati tutti i diritti economici e normativi (a qualsivoglia titolo riconosciuti dagli accordi collettivi) per i lavoratori ceduti (fondi, indennità economiche, ecc.), obbligando esplicitamente Comdata a riconoscerli da subito.

A tutti i lavoratori del gruppo, al fine di dare maggiori garanzie sul futuro, chiediamo il mandato a trattare con l'azienda per giungere, se possibile, ad un'ipotesi di accordo che impegni Vodafone, all'interno delle strategie industriali, a non ridurre ulteriormente il perimetro aziendale attraverso cessioni di ramo, oltre quanto già annunciato, fino alla scadenza dell'attuale piano industriale triennale, riconfermando in particolare il customer care come asset strategico per l'impresa.

La grande manifestazione del 20 ottobre - "Non chiamatela legge Biagi"

700.000 persone hanno manifestato per le strade di Roma "per un futuro senza precarietà". Molti i lavoratori Vodafone di Roma e di altre sedi che si sono fermati nella Capitale dopo la manifestazione del 19.
Alla vertenza Vodafone è stata dedicata l'apertura del comizio conclusivo; due momenti dell'intervento dal palco di Piazza San Giovanni del delegato SLC CGIL di Roma Federico Sciarpelletti. (il testo completo sul sito di Carta; qui altre foto di Monia):




Una legge che noi preferiamo chiamare Legge Maroni, e scusate la parola.
Una legge brutta, che non ci piace, perche’ permette, tra i tanti suoi effetti deleteri ad una multinazionale con 4 miliardi di euro di utili all’anno di mettere alla porta, vendendoli al miglior offerente, 914 lavoratori che hanno contribuito in un decennio di fatica a farla grande e ricca. Vodafone, grazie alle maglie larghe della Legge 30, che ha provveduto a deregolamentare la precedente norma sulla cessione di ramo d’azienda, ha posto in essere una speculazione per ridurre il costo del lavoro e eliminare il fardello chiamato “lavoratore”. In pochi giorni ha creato un ramo d’azienda che non esisteva e ha messo di fatto 914 lavoratrici e lavoratori, il 10% del totale della forza lavoro Vodafone Italia, in maggioranza donne, in una condizione di precariato latente.
La storia infatti ci insegna che le cessioni di ramo d’azienda sono spessissimo l’anticamera del licenziamento, quando, a fine commessa, l’azienda acquirente potrebbe, casualmente, non avere piu’ le garanzie economiche per mantenere tutti questi lavoratori sul suo libro paga.
(...)
Presidente Prodi, lei aveva promesso, nero su bianco, in un programma condiviso con le forze politiche della sua coalizione e con l’aiuto degli elettori, il superamento della legge 30 e la sua sostituzione, da realizzare entro i primi 100 giorni di governo.
Ne sono passati piu’ di 500, e questa maledetta legge e’ ancora li’. Oltretutto è stata legittimata con il protocollo sul welfare del 23 luglio, sdoganato con 30 euro in piu’ ai pensionati, molta confusione e nessun contraddittorio degno di questo nome. Nonché con la disastrosa dichiarazione di un segretario di sindacato, lo stesso che oggi ha vietato l’uso del suo simbolo. Una scelta imbarazzante per chi come me ha la tessera con quel simbolo, e una dichiarazione volta a considerare il voto sul protocollo come un referendum sul governo, e dunque a scaricare sui lavoratori contrari la responsabilita’ dell’eventuale caduta del governo.
Dove siete adesso, Presidente Prodi e Ministri Bersani e Damiano?

20/10 - Comunicato unitario dei lavoratori del corteo di Roma

Ieri, 19 ottobre, si è svolta una grande giornata di mobilitazione.

1500 lavoratrici e lavoratori Vodafone di tutta Italia si sono ritrovati a Roma per dire no alla cessione di ramo d'azienda.
Erano presenti lavoratori, iscritti alle organizzazioni sindacali e molti delegati di tutte le sigle.
E' grave, invece, il fatto che le segreterie nazionali non fossero presenti.
Ieri i lavoratori hanno scioperato contro l'esternalizzazione di 914 colleghi. Oggi è necessario fermarsi e tornare tra i lavoratori e tra i delegati, per costruire una strategia unitaria da porre in atto e ottenere il mandato dei lavoratori.
Riteniamo che il coordinamento di ieri è forse formalmente legittimo, ma non lo è altrettanto politicamente.
Con questi presupposti trattare oggi con l’azienda significa, di fatto, negare la volontà determinante e consapevole dei lavoratori che le organizzazioni sindacali rappresentano, ed assumersi la responsabilità di una grave scelta.

I delegati e i lavoratori del corteo di Roma

sabato 20 ottobre 2007

Lo sciopero del 19 ottobre - I media

il manifesto: «Via la legge 30 e la precarietà»
(...) E' ormai appurato che gli esternalizzati potrebbero mantenere e armonizzare gli attuali trattamenti, ma comunque hanno paura di perdere il lavoro quando - alla scadenza delle commesse - la Comdata potrebbe denunciare una crisi e dunque licenziare. A questo punto, se la cessione andasse in porto, sarebbe il top ottenere una clausola di salvaguardia (riassunzione in Vodafone in caso di futuri licenziamenti), o i lavoratori potrebbero andare in causa, sulla scia di recenti vittorie legali alla Telecom. Clausola chiesta ieri dal segretario generale Slc Cgil Emilio Miceli. Vodafone difende la propria scelta industriale - si focalizzerebbe su altri asset, cedendo alla specializzata Comdata il back office - e per la giornata di oggi ha invitato i sindacati al tavolo. Ma il nodo del contendere è la «sostenibilità sociale», cioè il punto di vista dei dipendenti che non riescono a sentirsi sicuri. L'azienda ribadisce che si conservano i contratti a tempo indeterminato ed è possibile recepire tutti i trattamenti - anche quelli aziendali, se i sindacati saranno disposti a trattare - peraltro con una commessa pluriennale (si parlerebbe di almeno 7 anni): dunque un'operazione «responsabile», un lusso nell'Italia del precariato. Dall'altro lato le segreterie confederali ieri tenevano il Coordinamento nazionale delle Rsu a Milano, disertato però da gran parte dei delegati, in polemica con i vertici sindacali: contestano a Cgil, Cisl e Uil di aver accettato l'incontro con l'azienda senza prima aver convocato un Coordinamento che possa discutere seriamente la questione. E la polemica è anche politica: vorrebbero i confederali più decisi a manifestare a Roma, davanti ai palazzi della politica, per chiedere al governo di bloccare l'operazione, e poi di intervenire sulla legge 30, che ha liberalizzato le cessioni di azienda. Un malcontento che si è manifestato anche nella votazione del protocollo sul welfare, bocciato in molte sedi: il Protocollo mantiene intatta la legge 30, non cancella contratti come i cocoprò, non interviene su appalti e cessioni. E infatti a Bologna il no è passato al 93%, a Ivrea ha vinto 240 contro 106, a Roma 181 contro 23. Una vera debacle, che ha reso ancora più tesi i rapporti con le segreterie. (...)

Il giuslavorista Tiraboschi sul Corriere della Sera:
(...) «Nei call center Vodafone sono tutti assunti e l'azienda utilizza i part-time come elemento di flessibilità. E adesso che sta trasferendo una parte dei dipendenti in un' altra società specializzata con il mantenimento dei contratti a tempo indeterminato c' è stata una sollevazione. Ma questo è un esempio di buona flessibilità».

Servizio del Tg3:



"La vita in diretta" su Raidue; prima e seconda parte.

Lo sciopero del 19 ottobre - Le testimonianze

(foto e video vanno inviati a redrep[at]gmail.com)

La manifestazione di Roma:

Tutte le foto di Monia

In Piazza della Repubblica aspettando l'inizio del corteo: "Tagliaci 'sto ramo!", "Lavoro ciao!"
L'arrivo di Ivrea e la tarantella dei Cobas di Napoli che ha contagiato Piazza della Repubblica.
Momenti del corteo. Altri momenti. Ancora momenti. Intorno al furgone messo a disposizione dai Cobas.
"Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare"


Il presidio a Padova:

tutte le foto di RSU Triveneto

Lo sciopero del 19 ottobre - I dati, i risultati

La giornata di sciopero nazionale aziendale Vodafone proclamata da CGIL, CISL, UIL e Cobas si è svolta in diversi scenari:

A Roma la giornata è cominciata con un primo colloquio presso il Ministero delle Attività Produttive tra una delegazione di lavoratori, il sottosegretario Alfonso Gianni e il viceministro Sergio D'Antoni.
Nel pomeriggio 1500 lavoratori si sono dati ritrovo in Piazza della Repubblica per una manifestazione unitaria a cui hanno partecipato delegati di tutte le sigle in rappresentanza delle RSU di Milano, Bologna, Pisa, Roma e Catania; non erano presenti i delegati di Padova, di Ivrea, da cui è comunque arrivata la parte maggioritaria e autorganizzata dei lavoratori, e di Napoli, la cui presenza preponderante è stata guidata dai Cobas.
Il corteo si è diretto in Piazza Barberini dove hanno parlato esponenti di tutte le sedi e di tutti i sindacati. Al termine del corteo una seconda delegazione è stata ricevuta al Ministero per un lungo incontro con Paolo Ruta, responsabile dell'Ufficio Iniziative per le imprese in crisi, il quale ha confermato la liceità dell'esternalizzazione e indicato come unica possibilità d'intervento da parte del governo l'esercizio su Vodafone di strumenti di "moral suasion".

Nelle città sedi dei call center Vodafone i sindacati confederali hanno organizzato dei presidi di fronte alle Prefetture.
(è possibile inviare note sui presidi locali a redrep[at]gmail.com)


Nella serata il previsto Coordinamento dei delegati RSU a Milano è stato disertato dai delegati presenti a Roma.

giovedì 18 ottobre 2007

Segreteria provinciale SLC CGIL di Bologna: - "Da RSU dichiarazioni sconsiderate, provocatorie, false"

Ordine del giorno integrale approvato dalla Direzione Provinciale del SLC CGIL di Bologna del 18 ottobre 2007, inviata ai lavoratori questa sera alle 19.00:

Come Direzione provinciale del SLC CGIL di Bologna valutiamo profondamente errati quei ripetuti comportamenti e quelle pubbliche dichiarazioni di alcuni delegati SLC CGIL della Vodafone di Bologna, che stanno ingenerando confusione e disagio fra i lavoratori di Bologna.
Errati nonché dannosi per la tenuta unitaria del movimento sindacale nella difficilissima vertenza che le lavoratrici ed i lavoratori Vodafone, insieme ai Sindacati Confederali, stanno costruendo per la difesa della posizione di 914 lavoratori in via di esternalizzazione.
Di fronte alle ennesime dichiarazioni sconsiderate, provocatorie e palesemente fasulle - fra cui una presunta minaccia di espulsione!, inviate ai lavoratori Vodafone a firma "RSU Bologna" (?), non possiamo più tacere, per obbligo di rispetto e di chiarezza nei confronti dei lavoratori che rappresentiamo e per la tutela dell'immagine dell'organizzazione.

Il giorno 15 ottobre in effetti si è tenuto un incontro fra le RSU Vodafone CC della CGIL, la segreteria nazionale, il segretario generale, ed il responsabile provinciale di settore del SLC CGIL.
In tale incontro, che si voleva chiarificatore, le RSU suddette hanno espressamente ribadito l'appartenenza e la fedeltà alla CGIL, hanno affermato il desiderio di continuare un cammino comune, professando la loro buona fede ed addebitando alla passionalità eventuali loro intemperanze.
A fronte però di una esplicita richiesta di lavorare dunque insieme per la riuscita del presidio davanti alla Prefettura di Bologna durante lo sciopero del 19, come indicato in ripetuti comunicati nazionali ed in coerenza, a nostro avviso, con quanto definito nella riunione di coordinamento nazionale con le Segreterie, le RSU hanno ribadito il loro ennesimo rifiuto.

Noi riteniamo questo comportamento infantile ed irresponsabile, dannoso per il sindacato ma soprattutto per i lavoratori.
Dannoso per il clima di odio e la cultura del sospetto che sta alimentando nei confronti del sindacato, e per la cultura di delazione e di prevaricazione verso la libertà di opinione da cui scaturiscono "mostri" come la lista di proscrizione dei "crumiri" già oggetto di una comunicazione nazionale. Ribadiamo che questo clima di odio e contrapposizione fra lavoratori è lontano dalla storia della CGIL che si è sempre posta e sempre di porrà quale organizzazione democratica e responsabile anche nei momenti più duri della lotta.

Dannoso perché condiziona il buon esito delle mobilitazioni a favore dei colleghi esternalizzati, le cui esigenze vengono strumentalizzate per fini ideologici.
Dannoso perché mina la credibilità del fronte sindacale nei confronti della Azienda e perché rompe l'unità fra lavoratori, fra RSU, fra sindacati. A Bologna a causa di queste incredibili scelte non sarà possibile il 19 effettuare la prevista mobilitazione davanti alla Prefettura!

Dannoso perché abusa e tradisce la fiducia che i lavoratori hanno nei confronti dei loro delegati, usando argomenti speciosi (come quello del Coordinamento "organo supremo della volontà dei lavoratori") o menzogneri (come quello che la CGIL non voleva pagare i pullman per il presidio di Roma del 5 ottobre). A tale proposito è doveroso ricordare come la RSU Vodafone CC di Bologna è stata l'unica fra quelle che convergevano sulla manifestazione di Milano ad optare per il presidio di Roma, spacciandola come l'unica scelta giusta. Ci chiediamo allora: la grande e partecipata manifestazione di Milano aveva minore dignità? Le altre RSU che hanno contribuito all'indiscusso successo della manifestazione di Milano sono meno rappresentative? Forse avevano l'intenzione di depotenziare la lotta dei lavoratori? A noi questa ricostruzione proposta dalla RSU SLC Vodafone CC Bologna ci pare francamente poco credibile ed intellettualmente poco onesta.

Dannoso infine perché invita i nostri iscritti a disdire la tessera sindacale, senza neanche dare la possibilità di un sereno contraddittorio...

E' evidente che per la Direzione SLC CGIL tale comportamento è politicamente incompatibile con la linea della CGIL.
Quindi nessuna presunta minaccia, lontanissima dalla cultura di franca discussione e di confronto politico, a volte aspro, ma sempre leale, che caratterizza la CGIL, ma la chiara esplicitazione della totale contrarietà a come la RSU SLC Vodafone CC di Bologna sta manipolando questa delicata vertenza.

Un invito invece a lavorare per obiettivi unitari e coerenti, con modalità rispettose del dialogo e della dignità dei lavoratori tutti.

Il punto della situazione del giorno prima

Il punto della situazione alla vigilia dello sciopero in un brano dell'articolo di Antonio Sciotto su il manifesto del 18/10

"(...) Vodafone ha invitato i sindacati a un «confronto senza pregiudiziali» per domani sera (19/10). I confederali prima hanno dato disponibilità, poi hanno rinviato a sabato, in modo da convocare il Coordinamento nazionale delle Rsu per le 18 di domani, a Milano. Ma molte Rsu non accettano questo calendario, e nelle assemblee che si svolgeranno oggi alcune sedi - come quelle di Roma - diffideranno il sindacato dal sedersi al tavolo, tantopiù se non sarà presente una loro delegazione: «Il Coordinamento era fissato inizialmente per il 22 - spiega Roberto Di Palma, Slc Cgil - Farlo il 19 sera, per poche ore e con molte Rsu che devono raggiungere Milano dopo lo sciopero è assurdo. Per una materia così delicata ci vuole almeno una giornata». Sono sorti contrasti anche per la sede della manifestazione: i lavoratori, soprattutto con Rsu Cgil e Cobas, e contro la volontà delle segreterie confederali, si stanno autofinanziando per raggiungere Roma da tutta Italia, e manifestare davanti al ministero delle Attività produttive: chiederanno al ministro Bersani di bloccare la cessione.
Intanto si è fatta strada una nuova ipotesi per il futuro dei dipendenti, che potrebbe ricalcare quanto di recente avvenuto per i 275 operatori esternalizzati da Wind. Sempre più lavoratori, infatti, si starebbero preparando a negare il mandato alle segreterie confederali per la trattativa, disponendosi a condurre una causa individuale (ovviamente coordinata con le altre, dunque una sorta di causa collettiva). L'incoraggiamento viene dalla conclusione positiva di diverse vertenze legali mosse dai dipendenti Telecom esternalizzati. Nel frattempo i lavoratori passerebbero comunque alla Comdata, perché gli strumenti in mano al sindacato non permettono di far revocare la cessione: in base alle attuali leggi, possono al massimo trattare l'armonizzazione dei contratti. Solo la politica potrebbe sospendere la cessione, ma per ora il governo ha dato solo disponibilità a fare da mediatore. Con la legge 30, che ha riformato l'articolo 2112 del codice civile, le imprese possono concordare tra loro le cessioni, stabilendo che un ramo d'azienda è autonomo esattamente nel momento in cui una vende e l'altra acquista (in passato, al contrario, si doveva dimostrare un'autonomia funzionale pregressa). Quanto ai trattamenti, è certo che i dipendenti ceduti conserveranno il contratto nazionale e il livello maturato, ma per l'integrativo la questione è più vaga: Vodafone assicura che potrà essere recepito, ma ha aggiunto che per l'armonizzazione serve il sì del sindacato. (...)"

"Annozero" del 18/10

Questa sera alle 21.00 su Raidue alla trasmissione di Michele Santoro saranno presenti lavoratori e delegati di Napoli, Roma e Bologna. La puntata si chiamerà "I perdenti".