sabato 20 ottobre 2007

Lo sciopero del 19 ottobre - I dati, i risultati

La giornata di sciopero nazionale aziendale Vodafone proclamata da CGIL, CISL, UIL e Cobas si è svolta in diversi scenari:

A Roma la giornata è cominciata con un primo colloquio presso il Ministero delle Attività Produttive tra una delegazione di lavoratori, il sottosegretario Alfonso Gianni e il viceministro Sergio D'Antoni.
Nel pomeriggio 1500 lavoratori si sono dati ritrovo in Piazza della Repubblica per una manifestazione unitaria a cui hanno partecipato delegati di tutte le sigle in rappresentanza delle RSU di Milano, Bologna, Pisa, Roma e Catania; non erano presenti i delegati di Padova, di Ivrea, da cui è comunque arrivata la parte maggioritaria e autorganizzata dei lavoratori, e di Napoli, la cui presenza preponderante è stata guidata dai Cobas.
Il corteo si è diretto in Piazza Barberini dove hanno parlato esponenti di tutte le sedi e di tutti i sindacati. Al termine del corteo una seconda delegazione è stata ricevuta al Ministero per un lungo incontro con Paolo Ruta, responsabile dell'Ufficio Iniziative per le imprese in crisi, il quale ha confermato la liceità dell'esternalizzazione e indicato come unica possibilità d'intervento da parte del governo l'esercizio su Vodafone di strumenti di "moral suasion".

Nelle città sedi dei call center Vodafone i sindacati confederali hanno organizzato dei presidi di fronte alle Prefetture.
(è possibile inviare note sui presidi locali a redrep[at]gmail.com)


Nella serata il previsto Coordinamento dei delegati RSU a Milano è stato disertato dai delegati presenti a Roma.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono stata collocata geograficamente alla nascita nel posto giusto, mi sono collocata ( anche se a tempo determinato oramai.. ) nel posto sbagliato...
Lavoro a Padova.. Una forza maggiore di due anni mi ha impedito di essere dei vostri.. ma credetemi... anche se solo con lo spirito, io c'ero... I miei colleghi padovani si trascinano ormai rassegnati verso l'inevitabile... ma dal primo giorno.. Per la serie .. vai avanti tu che a me mi vien da ridere...Ed io con pochi altri che si contano sulle dita di una mano a prender continue bastonate da un'azienda che si fa sempre più forte grazie all'unione dei codardi.. Che altro dire... VOI si che siete grandi!!! Forza ragazzi.. Anche se poco, accontentatevi almeno del mio Grazie, perche' semmai riusciremo ad ottener qualcosa, altri ringraziamenti da questa Città non ne giungeranno... Diranno semplicemente... CHE CULO!

Anonimo ha detto...

In bocca al lupo a te da un collega di Bologna, lottiamo da quando questo schifo e' ventuo fuori, forse non servira' a molto ma almeno ci avremmo provato.

Siamo vicini a tutte le persone come te e distanti da quelli che invece sono rassegnati dall'inizio.

Anonimo ha detto...

Anch'io sono di Bologna, e ieri c'ero, così come c'ero il 5 ottobre.

Dobbiamo confidare nello sciopero di settore, se i "poteri forti" non ci impediscono di arrivarci. Il tempo è poco. Tanto è stato fatto, e non è stato semplice arrivare fino a Lerner (conduzione discutibile ma almeno un primo forte impatto mediatico c'è stato) e Santoro (duro colpo all'azienda).

Di questo non credo che si debbano ringraziamenti alle segreterie dei sindacati, ma ai tanti delegati che si sono davvero spesi, in ogni senso, senza alcuna riserva. Penso in particolare ai nostri di Bologna.

Ci siamo autotassati, i ragazzi di Roma sono stati FANTASTICI.

Eravamo tanti... da Pisa, Ivrea, Milano, Roma, Napoli, dalla stessa Bologna.

Io non riesco più a salutare un crumiro. E' così che si dice. CRUMIRO. Non ce la faccio.

Ha detto bene un RSU ieri, purtroppo non ricordo chi: I NOSTRI GENITORI CI HANNO LASCIATO IN EREDITA' DEI DIRITTI (NON PRIVILEGI, aggiungo io) DOPO LOTTE BEN PIU' DURE DI QUESTA. Non lasciamo che vengano cancellati con un colpo di spugna. Proviamoci, e facciamolo insieme. Fino alla fine sarà necessario e doveroso lottare. Lo dobbiamo ai nostri 914 colleghi, a chi ha famiglia, figli e mutui, ai NOSTRI figli (per chi ne ha e per chi ne avrà).

Mi ha commosso l'intervento di una collega, ispirato a Blade Runner. Mentre leggeva guardavo l'asfalto, per evitare che si capisse che alcune lacrime stavano scendendo, e una volta di più ho capito che quella piazza era la strada giusta. In quella piazza e in quel corteo c'erano, e ci sono, le risposte giuste.

Non è ancora finita. Coraggio.

Anonimo ha detto...

CONTINUARE LA LOTTA MA SOSPENDERE CONTRIBUTO/ ANNULLARE TESSERE CGIL. FACCIAMOLO CAPIRE ALLE SEGRETERIE. per maggiori info leggere post precedente del 18 ottobre. SEGRETERIA PROVINCIALE SLC CGIL

Anonimo ha detto...

Sono felice di essere dalla parte di chi non si arrende!
Saro` sempre dalla parte di chi dice NO A CIO` CHE RITIENE SBAGLIATO!
E SE/QUANDO saro` a COMDATA camminero` a testa alta senza sentirmi come CHI ha subito un 'ingiustizia e non ha avuto il coraggio di replicare!
Crumiri, di la`,se ci andremo vi volgio vedere tutti zitti e a testa bassa!!!E se non ci andremo ,tutti zitti e a testa bassa anche di qua!

Anonimo ha detto...

Per disdire l'iscrizione sindacale basta semplicemente richiedere all'uff. del personale di zona il modulo prestampato, compilarlo sul posto e restituirlo. Dal mese successivo già non avrete la trattenuta in busta paga. Io l'ho fatto già tre mesi fa.

Anonimo ha detto...

Meravigliosi tutti....we are family ...loro invece sono delleenormitestedirafanello!!!!AVANTI COSI' colpiamoli nell'immagine solo cosi li si sconfigge, ha ragione la collega di Roma che dal palco ci ha esortato a colpirli nell'immagine, TUTTI I SANTI GIORNI DELLA NOSTRA VITA FINO A QUANDO NON RECEDERANNO DAI LORO PROPOSITI MALEDETTI. Noi li abbiamo fatti diventare un colosso e noi li riporteremo a mangiare il fango.

Anonimo ha detto...

Lettera aperta
Caro amico crumiro,
sì, sì, è vero, libertà di sciopero, ma anche libertà di lavoro. E vi è tanto di legge ad affermare questa libertà, vi sono le camionette della polizia a custodirla, vi sono i fuori busta a favorirla, vi sono le minacce ad aiutarla e molte altre cose, fra le quali un voler pensare egoisticamente soltanto a se stessi, infischiandosi degli altri: il tutto è per mantenere questa libertà di lavoro, in caso di sciopero, che molto spesso vuol dire soltanto e semplicemente libertà per l'egoismo.
E' verissimo che spesso è successo, e può ancora succedere, che lo sciopero sia a carattere più o meno politico, che i motivi siano poco chiari, fino al punto che spesso lo sciopero sembra doversi confondere con interessi di partito, con programmi classisti, ecc.
Sappiamo bene che gli operai spesso sono soltanto un pretesto o un mezzo, crediamo perfino che nessuno, o quasi, li ama fino a cercare soltanto il loro vero bene, ma sono invece sempre destinati a servire gli interessi degli altri... pure, nonostante tutte queste e altre ragioni ancora (tutte quelle che vuoi) il crumiraggio non può non essere condannato e respinto su un piano di valutazione umana e sociale per il semplice fatto che deve essere giudicato non una forma di libertà, ma, nel suo insieme e per la molteplicità del problema operaio, una affermazione individualistica ed egoistica. E l'interesse individualistico in una problematica sociale, collettiva, è sempre egoismo quando l'afferrnazione di questo interesse ritorna a vantaggio esclusivamente personale e materiale.

Ma non è il caso di fare disquisizioni. Sta il fatto, caro amico, che nessuno vuole diminuire la tua personale indipendenza, rimane però lampante (e vi dovresti riflettere coscienziosamente) che se tutti gli operai, i lavoratori, gli impiegati di aziende private o enti pubblici, avevano fatto come te, lavoravi ancora sedici ore al giorno, mangiavi pane e cipolle, vivevi nelle capanne, eri alla mercé del padrone come un mulo, carne da lavoro, legato ad una catena di schiavitù con tutta la tua famiglia ecc. ecc.
Caro amico, in questi ultimi cent'anni ce n'è stata di gente che ha sofferto perché chi veniva dopo vivesse un po' meglio. E tanta lotta e tanta sofferenza e tanto sangue, disgraziatamente, è stato necessario per un avviarsi ad una liberazione del lavoro da leggi ingiuste, da sfruttamenti incontrollati, da modi di lavoro inumani, da schiavitù spaventose.
Vedi caro lavoratore, quando in questi nostri tempi, al punto in cui siamo, tu rivendichi la libertà di lavoro, intendendola come libertà di poter andare a fare i tuoi interessi, di metterti dalla parte del padrone, di tentare di rendere inutile un sacrificio di gente che campa sul lavoro come te, di avere aumenti di salario con la pelle degli altri, di ottenere privilegi col sacrificio altrui ecc., non parlare di libertà di lavoro, ma soltanto della libertà di essere un egoista e uno sfruttatore del tuo prossimo, e del tuo prossimo quando questo soffre e affronta sacrifici e pericoli per il bene suo e di tutti i suoi fratelli.
Non sono un rivoluzionario a pensare così e non favorisco la violenza, né la giustifico: sono semplicemente un cristiano che ha imparato da Gesù Cristo il dovere di scoprire la sofferenza degli altri e parteciparla e condividerla, in modo da sollevarla e confortarla, non a renderla più pesante e forse tragica per loro e vantaggiosa per me, sfruttandola per i miei interessi materiali.
E' facile dire: faccio così perché io non sono comunista. E sarà anche così: questo non mi riguarda. Ma stai attento di non dire con la stessa facilità: faccio così perché io sono un cristiano.
No, amico, il crumiro non può essere cristiano neanche per ombra. Te lo dice, e con tanta affettuosa sicurezza e nella più assoluta assenza da spirito di polemica, di recriminazione e di insensibilità preconcetta, il tuo

don Sirio

Anonimo ha detto...

Questa e' una jihad contro Vodafone,da oggi non fate piu' target pero' tutti senza mezzi termini.
Not Ready , TMC e Recall andate a fare in culo.